Casa Savoia, a differenza di altre famiglie aristocratiche, si fregia, da sempre, della propria identità europea, fin dalle sue origini. Tale identità continentale è divenuta una vera e propria forza politico-militare grazie alle intrinseche capacità di esercitare una diplomazia di prestigio in virtù degli apparentamenti fra i conti, duchi e sovrani sabaudi con le principali corti regali, ma addirittura imperiali, sotto il Sacro Romano Impero, fino ad arrivare in Oriente, sotto l’Impero di Bisanzio.

Recentemente è uscita una preziosa pubblicazione che evidenzia i diversi intrecci genealogici fra i Savoia e le diverse realtà governative d’Europa, stiamo parlando del volume Album di famiglia. I Savoia e le Case Reali di Francia, mille anni di alleanze matrimoniali, mille anni di storia europea (Centro Studi Piemontesi), di Michel de Bourbon-Parme e Maria Pia de Bourbon-Parme di Savoia, curato da Gustavo Mola di Nomaglio, con gli interventi di Enrica Pagella (direttrice dei Musei Reali di Torino), Stefano Benedetto (direttore dell’Archivio di Stato di Torino), Andrea Merlotti (direttore del Centro Studi del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude).

Il libro è stato ideato dagli autori (il consorte della principessa Maria Pia è scomparso nel 2018) come raccolta di ricordi familiari per catalogare e rievocare in particolare le unioni sponsali contratte fra Casa Savoia e la Casa reale di Francia. È di ogni evidenza che tale progetto è diventato uno studio di interesse storiografico, in quanto le pagine riproducono i medaglioni dei diversi protagonisti, con relativi dati cronologici, descrizioni sintetiche di scorrevole lettura (grazie anche alla grafica e ai suoi tratti cromatici) e appropriati riferimenti iconografici.

Provenienti da oltralpe, i Savoia giunsero in Italia, mantenendo ininterrottamente, senza soluzione di continuità, un profilo squisitamente europeo e la loro storia si intreccia con quella di tutta l’Europa fin dagli albori della dinastia. Nel corso dei secoli hanno contratto alleanze matrimoniali di indiscutibile peso civile e militare. Gli autori hanno particolarmente volto l’attenzione a quegli apparentamenti stabilitisi con i Capetingi e i loro vari rami: i Valois, i Valois Orléans, i Valois-Angoulême, i Borbone. I legami di sangue si sono realizzati talvolta per mero amore, altre per stipulare e suggellare paci e trattati dopo intervalli di conflitto oppure antagonismo, o ancora per confermare un’intesa politico-amministrativa. Una certa lettura di carattere illuministico-femminista, purtroppo, tenta di screditare le alleanze familiari, accusandole di sottostare a “crudeli” (per la donna) «Ragioni di Stato», dando quindi un’accezione negativa a tale concetto. In realtà, proprio in virtù della «Ragione di Stato» donne e uomini insieme, consci delle proprie fondamentali responsabilità, hanno salvato nazioni e, dunque, interi popoli, i quali hanno potuto godere del bene comune in tempi di pace e di progresso: soddisfazione dei bisogni primari, incremento dei commerci e dell’economia, dell’artigianato, dell’assistenza sanitaria,  dell’attività culturale, umanistica, scientifica, artistica         .

Scrive il curatore Mola di Nomaglio: «I Savoia non furono solo una delle più antiche case regnanti d’Europa, al pari della casa reale francese, ma anche, specialmente nei secoli medievali, una tra le più potenti.  […] David Carpenter, il maggiore medievista inglese contemporaneo, riferendosi alla metà del XIII secolo, afferma che la real casa di Savoia aveva […] “tentacles reaching throughout Europe”[1]. […] il belga Alain Marchandisse afferma che, senza possibilità di discussioni, il lignaggio che più di ogni altro coltivò ante litteram l’idea d’Europa fu quello sabaudo».

Diversi studi nel corso del tempo sono stati realizzati e pubblicati a testimonianza storiografica della valenza europea di Casa Savoia e in questo specifico caso l’Album di Famiglia conta oltre quaranta alleanze matrimoniali con i reali di Francia, tanto basti per poter confermare che impressionante fu la rappresentatività sabauda in un territorio che contava parecchio a livello geopolitico in Europa e, come è possibile intuire, era facile, con questi numeri, per mogli e mariti coronati, tenere relazioni internazionali con le diverse corti: l’influenza dei coniugi fra di loro ricadeva automaticamente sulle stesse pubbliche relazioni internazionali e strategiche.

A chiusura dell’Album troviamo una gemma: la fotografia di un dipinto che rinvia ad un giorno del lontano 1137 dove Adelaide di Savoia, regina di Francia (1092-1154), figlia di Umberto II di Savoia e di Gisela, figlia di Guglielmo conte della Franca Contea di Borgogna, sorella di Guido, arcivescovo di Vienna e moglie di re Luigi VI di Francia, assiste al completamento dell’Abbazia di Montmartre a Parigi, che ella fondò e dove visse dopo la morte del consorte, e proprio qui volle essere sepolta. Inscindibile, infatti, la profonda fede cattolica che ha contraddistinto i Savoia, tanto da garantire nella giurisdizione territoriale di loro competenza non solo la sussistenza, la difesa e l’ampliamento delle diverse realtà ecclesiastiche e religiose ivi presenti, ma l’edificazione di chiese, santuari, abbazie, monasteri, cappelle, tanto da poter affermare che la dinastia sabauda è stata la più grande Casa regnante che ha “vissuto” la fede come membro militante della Chiesa; non è certo un caso che sia stata quella che conta maggiori figure innalzate all’onore degli altari o che sono morte in concetto di santità, allo stesso tempo non è una combinazione che Casa Savoia fosse proprietaria del Santo Sudario di Cristo e l’abbia eroicamente difesa nei tempi in cui era minacciata di ruberia e addirittura dalla distruzione, come tentarono i nemici di Santa Romana Chiesa in epoca medioevale.

Il legame fra Adelaide di Savoia e il sovrano di Francia «ha molto incuriosito Michel e me, amanti di Parigi come pure dell’antico Piemonte e dell’Italia intera», rivela Maria Pia de Bourbon-Parme di Savoia, «e ci ha spinto a studiare gli ininterrotti legami, per narrarli da un punto di vista nuovo, “famigliare”, certamente, ma animato nel contempo dall’obiettivo di fornire un’informazione precisa, anche attraverso documenti privati».

Questa raccolta familiare è un’ottima strenna natalizia da regalare a se stessi e agli altri in un’epoca in cui la fiorente attività turistica è modo di svago per molti, ma non sempre viene sufficientemente nutrita dalle importanti conoscenze che soggiacciono alle tante realtà che si vanno a visitare.

 

 

 

[1] «Tentacoli che raggiungevano tutta Europa».

 

 

 

Gustavo Mola di Nomaglio, curatore del volume e Vice presidente del Centro Studi Piemontesi

Enrica Pagella, Direttrice dei Musei Reali

Stefano Benedetto, Direttore dell’Archivio di Stato di Torino

Andrea Merlotti, Direttore del Centro studi Consorzio delle Residenze Reali Sabaude

Albina Malerba, Direttore del Centro Studi Piemontesi

Carlo Buffa di Perrero, Delegato degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia per il Piemonte

 

 

 

 

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