In occasione della Solennità di San Giuseppe, sabato 19 marzo 2022, il Santo Padre Francesco, promulgando la Costituzione Apostolica Praedicate Evangelium sulla Curia Romana e il suo servizio alla Chiesa e al mondo, ha ridenominato la Congregazione per le Cause dei Santi in Dicastero delle Cause dei Santi. Tale è la quantità di candidati agli onori degli altari che il Papa non ha ritenuto di accorpare ad altre tale realtà, come ha invece decretato riguardo ad altri uffici vaticani. Ad onor del vero tale Costituzione Apostolica torna anche a dare cittadinanza alla liturgia tradizionale, già emarginata dal Motu proprio estivo Traditionis custodes, conferendo con il punto 93 la competenza al Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti: «Il Dicastero si occupa della regolamentazione e della disciplina della sacra liturgia per quanto riguarda la forma straordinaria del Rito romano».

L’autore della Lettera agli Ebrei, libro del Nuovo Testamento, asseriva: «Anche noi dunque, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento» (Eb 12,1-2a).

Da anni l’associazione Russia Cristiana ha dato vita ad un ricco database di martiri e di confessori che hanno testimoniato la loro fede nell’Unione Sovietica, personaggi tenuti a lungo nascosti tra le pieghe della storia. Personalità dunque sconosciute, tutt’altro che banali. Mai la vita di un cristiano autentico può corrispondere ad un profilo banale, scontato.

Ecco dunque affiorare, grazie al lavoro di «Europa Cristiana», la singolare figura di Avgustin Ivanovic Volosin: sacerdote greco-cattolico, eminente pedagogo, filologo, giornalista, uomo di profonda cultura, impegnato socialmente e politicamente, primo ministro e poi Presidente dell’Ucraina Carpatica. Nato il 17 marzo 1874 nel villaggio Kelečiny, da una famiglia in cui il padre era sacerdote greco-cattolico, frequentò il ginnasio nella città di Užgorod, nel 1892 entrò nel seminario diocesano della stessa città, terminato il quale venne mandato dal vescovo greco-cattolico Jukij Fircak a perfezionare gli studi nella città di Budapest alla facoltà di pedagogia.

Nel 1896 Avgustin si sposò con Irina Petrik ed il 22 marzo 1897 venne ordinato sacerdote. È prassi comune tutto ciò nelle Chiesa cattoliche dei riti orientali. Dal 1900 fu al seminario minore della diocesi di Užgorod quale insegnante di diverse materie e dal 1917 al 1938 fu rettore dello stesso seminario. Padre Avgustin è stato autore fecondo di manuali scolastici: in 45 anni ebbe a pubblicarne ben quaranta. Famosi in tutta la regione sono pure rimasti i suoi testi sulla linguistica. Ma la sua attività principale fu il lavoro pedagogico. Il sacerdote Avgustin fu educatore di centinaia di discepoli che diffusero una profonda cultura nelle parrocchie di tutta la diocesi. Occorre aggiungere ancora la pubblicazione di tre catechismi per le diverse età e La Bibbia per bambini.

Come sacerdote greco-cattolico padre Avgustin sostenne con coraggio i diritti della Chiesa, difese la purezza della tradizione bizantina e l’uso della lingua veteroslava nella celebrazione della Divina Liturgia. Nel 1902 fu tra i fondatori dell’associazione «Unija» che possedeva una tipografia propria e diffondeva centinaia di libri per le scuole, di letteratura sia ecclesiastica che generale. L’associazione venne chiusa nel 1938. Dal 1903 padre Avgustin divenne redattore dell’unica rivista in lingua russa «Nauka» e divenne uno dei fondatori del settimanale «Rusin» oltre ad essere collaboratore di molte altre testate. Nel 1919 fondò l’associazione «Prosvita» che si impegnava a trasmettere l’istruzione del popolo ed eliminare l’analfabetismo.
Negli stessi anni padre Avgustin si dedicò ad un’impegnativa attività politica. Nel 1923 fondò il «Partito popolare cristiano» e da esso venne eletto deputato del parlamento della Cecoslovacchia negli anni 1925–1929. Durante il periodo della proclamazione dell’autonomia dell’Ucraina carpatica, i sostenitori di padre Avgustin Vološin raggiunsero un influsso così considerevole nella provincia transcarpatica da ottenere il 26 ottobre 1938 la sua nomina a primo ministro. Il partito di padre Vološin, «L’Unione popolare Ucraina»  (UNA) vinse le elezioni alla dieta dell’Ucraina carpatica con 81,1% dei voti.

Dopo che la Cecoslovacchia cessò di esistere come unico Stato e la Germania occupò la Cechia, il 15 marzo 1939, la Slovacchia proclamò la sua sovranità e il presidente Vološin dichiarò l’Ucraina carpatica stato indipendente con capitale la città Chust, diventando così il suo primo ed unico Presidente. Nel raduno della dieta proclamò la costituzione. Dopodiché l’esercito ungherese invase il territorio, così si interruppe la vita del nuovo Stato ed in Carpazia si stabilì il potere ungherese. Vološin, attraverso la Romania, emigrò in Jugoslavia, da qui passò nel territorio occupato dai tedeschi per stabilirsi a Praga, dove diresse la cattedra della libera Università ucraina e nel 1945 ne fu nominato rettore.
All’arrivo dell’Armata Rossa, il 14 maggio 1945, padre Avgustin venne arrestato e rilasciato dopo l’interrogatorio e la perquisizione. Il secondo arresto avvenne il 21 maggio 1945: da Praga fu trasportato a Mosca nella prigione Butyrka, dove rimase 52 giorni. Dopo molti interrogatori, torture fisiche e morali, padre Avgustin Vološin morì per la fede in quel carcere: era  il 19 luglio 1945.

 

Frontespizio di Pamjaty Aleksandra Duchnoviča (Memorie di Alexander Duchnovič, Užhorod, 1923

 

 

 

Frontespizio del libro Avgustin Vološin,  Logika, Užhorod, 1935

 

Frontespizio del libro Avgustin Vološin, Metodičeska Grammatika Karpato-Russkoho Jazyka dlja Narodnych’ Ŝkol’, Užhorod, 1919

 

 

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