Il Duca Vittorio Asinari Rossillon di Bernezzo ha donato al «Centro Studi Piemontesi», fondato a Torino nel 1969 da Renzo Gandolfo (1900-1987), grande cultore delle ricchezze letterarie, storiche, artistiche del Piemonte, tanto da dar vita ad un Centro Studi in grado di dare vigore e dignità internazionale alla cultura regionale, uno straordinario fondo fotografico inerente al periodo di storia italiana fra le due guerre mondiali. Vittorio Asinari, autore di un importante volume, «Asinari di Casasco. Una famiglia piemontese che ha operato da Asti all’Europa, dal Medioevo al Risorgimento ed oltre. Con cenni storici» (Chiaramonte Roberto Editore, 2011), è discendente di un’illustre famiglia di banchieri medievali, che ha promosso in Piemonte, e principalmente nell’astigiano, «un monopolio nel campo della finanza nel Medioevo europeo, ben prima dei toscani», come ha ricordato il Vice Presidente del Centro Studi Piemontesi, Gustavo Mola di Nomaglio, in «Frammenti di storia italiana fra le due guerre», il video-presentazione della donazione in questione.

Con questo generoso omaggio, il Duca Vittorio, sensibile custode del grande patrimonio storico della famiglia, ha così arricchito, con questo eccezionale corpus documentale, le raccolte che il Centro va accrescendo di anno in anno (fra gli ultimi lasciti quello di Beppe Pichetto, riguardante un fondo di volumi legati alla figura del Principe Eugenio di Savoia).

Invitiamo, quindi, alla visione del video, dove Roberto Sandri Giachino, Vice Presidente della Società Italiana di Studi Araldici, già Direttore del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, e lo stesso Gustavo Mola di Nomaglio illustrano con efficacia e in sintesi sia alcuni protagonisti della Famiglia Asinari Rossillon di Bernezzo, sia il contenuto del prezioso fondo fotografico, che potrà essere fonte per future analisi e ricerche sulla presenza italiana in Africa Orientale, offrendo spunti poco noti e talvolta del tutto inediti della nostra Storia italiana. Si tratta di immagini particolari e originali, che hanno un’estrema importanza anche per le annotazioni riportate e per la realtà storica oggettiva a cui esse rimandano e che testimoniano «come la presenza italiana in Africa non si concili con la vulgata di qualche storico», come ha specificato Mola di Nomaglio.

Ci sono, inoltre, scatti che riprendono la riconquista della Libia fra il 1928 e il 1940; le esercitazioni sulle Alpi nel 1935-1936; album molto curiosi riferiti alla sperimentazione della guidovia fatta davanti a Re Vittorio Emanuele III in una borgata di Roma nel 1936; diversi album dell’Istituto Nazionale Luce e altro materiale che sarà messo a disposizione di chi, scientificamente, si accosterà, divulgandone i contenuti a maggior vantaggio della collettività.

 

 

 

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