Nello studio di un artista si ha la sensazione di entrare in un tempo sospeso. Ci sono opere abbozzate, altre finite, alcune esposte, altre affastellate o accumulate alla rinfusa, sono le tracce di un percorso, impronte di momenti di creatività.

Le opere sono pensieri che hanno preso corpo e quelle che l’artista sceglie di tenere per sè sono la testimonianza dell’instancabile evoluzione e maturazione del suo talento.

Nelle collezioni personali gran parte delle opere sono schizzi e progetti, genesi di lavori commissionati e già consegnati. Il bozzetto, come momento iniziale, mantiene e conserva vitale il legame con l’artista quando l’opera finita ormai è patrimonio di tutti…di altri.

In questi progetti sono fissati i primi pensieri con freschezza e spontaneità, sono spesso estemporanei, non finiti, ma contengono già tutto il fascino del lavoro compiuto.

Raramente nelle gallerie sono esposti i bozzetti preparatori di grandi artisti e mai se ne trovano in gran numero.

Nel centro storico di Napoli però, nella Pinacoteca del Pio Monte della Misericordia, è possibile trovare uno di questi tesori: l’eredità di Francesco De Mura artista napoletano del 700.

Egli aveva disposto che alla sua morte, non avendo eredi, tutte le opere presenti nel suo studio fossero custodite dalla storica istituzione caritatevole. In questa piccola e preziosa galleria, che ruota intorno alla chiesa che conserva la celeberrima tela di Caravaggio, Le Sette opere della Misericordia, c’è questo incredibile patrimonio: alcune opere finite e decine di progetti, alcuni ancora allo stadio di grisaglia, un’enciclopedia di tecnica pittorica a disposizione di tutti.

Forse uno sguardo superficiale può non soffermarsi molto davanti a questi piccoli quadri, dove si può scorgere ancora il colore dell’imprimitura, oppure dove è colorato solo il soggetto principale e il resto lasciato quasi a livello di abbozzo, ma è un privilegio comprendere le varie fasi di lavorazione che portano alla nascita di alcuni dei magnifici lavori monumentali di questo artista che possiamo ancora oggi ammirare.

Francesco De Mura ha dedicato tutta la vita all’Arte Sacra e quello che aveva di più prezioso, la sua collezione privata, scelse di lasciarla all’Istituzione che pensava fosse più meritoria per i valori cristiani che da sempre esprimeva e la sensibilità per l’arte e gli artisti dimostrati.

Un testamento da conoscere, da apprezzare e da ammirare.

 

 

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