Solitamente, e giustamente, si tende a mettere in relazione le Apparizioni di Lourdes del 1858 con la solenne proclamazione, avvenuta l’8 dicembre 1854, del dogma dell’Immacolata Concezione di Maria Vergine. «Io sono l’Immacolata Concezione» disse la Madonna alla piccola Bernadette Soubirous (1844-1879) nel dialetto locale, una sorta di suggello celeste alla recente definizione dogmatica.

I fatti miracolosi che ci accingiamo a raccontare possono, tuttavia, anch’essi, a pieno titolo, essere considerati in questa ottica soprannaturale. In tal senso, del resto, si espresse il medesimo Papa Pio IX (1792-1878) nel decreto di riconoscimento. Essi si riferiscono entrambi, infatti, a due statue raffiguranti l’Immacolata, più precisamente il Cuore Immacolato di Maria, e le date degli avvenimenti seguono, di pochi anni, quello della proclamazione compiuta dal Pontefice. Il prodigio, come vedremo più volte ripetutosi davanti a moltissimi testimoni, consistette principalmente nel movimento miracoloso degli occhi e nella modifica del colorito del volto. Si tratta, in un certo senso, di due sculture “gemelle”, realizzate in gesso dal medesimo artista, Salvatore Revelli (1816-1859), e poste a circa 65 Km di distanza nelle località rivierasche di Loano, in provincia di Savona, e di Taggia, in provincia di Imperia.

Ma chi era questo scultore così privilegiato dal Cielo? Si tratta di un artista nativo di Taggia, molto devoto e pio, che si formò principalmente nelle Accademie di Torino e di Roma. Stilisticamente può essere considerato come un allievo di Antonio Canova (1757-1822) e le sue opere presentano un carattere classico, lineare ed animato da profonda spiritualità. Oggi rimangono parecchie sue statue, specialmente in Liguria, ma anche all’interno della Basilica di Superga a Torino, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma ed un grande monumento, raffigurante Cristoforo Colombo nella piazza principale di Lima in Perù.

Il primo fenomeno straordinario avvenne a Taggia l’11 marzo 1855, tre mesi e tre giorni dopo la proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione. All’interno della Basilica dei Santi Giacomo e Filippo, dove era custodita la statua del Revelli, si stava concludendo un solenne ottavario di preghiera rivolto all’Immacolata. Numerosi testimoni, per prima Maddalena Dolmetta, videro muoversi chiaramente gli occhi della Santa Vergine, con moto rotatorio, e, contemporaneamente, notarono che il volto assumeva un colorito roseo, come se fosse vivo. Il prodigio si ripeté innumerevoli volte negli otto giorni successivi e le testimonianze aumentarono rapidamente fino ad oltrepassare il numero di trecentocinquanta.

Monsignor Lorenzo Biale (1787-1877), Vescovo di Ventimiglia dal 1837 al 1877, visitò pertanto la chiesa ed aprì immediatamente un regolare processo canonico che ebbe esito positivo nel breve volger di due soli mesi. Davvero tante e schiaccianti erano state, infatti, le prove, compresi atti notarili e la testimonianza del medesimo scultore.

Il Vescovo trasmise, quindi, tutti gli atti del processo a Roma affinché anche la Santa Sede potesse esprimere il suo giudizio. L’approvazione non tardò a venire anche da parte di Papa Pio IX, che incaricò Monsignor Biale di incoronare solennemente, in suo nome, il Santo Simulacro. Ciò avvenne il 1° giugno del successivo 1856 e, in tale occasione, venne ufficialmente e pubblicamente letto il Decreto Pontificio di riconoscimento.

Ma la Santa Vergine volle proseguire, seppur più raramente, a manifestare la Sua straordinaria presenza a Taggia. Movimenti periodici degli occhi si verificarono nei decenni successivi. Fra i più recenti ricorderemo quelli del 1941 e 1956, nonché la testimonianza di alcuni ignari turisti che, pur non conoscendo la storia del luogo, notarono il prodigio nel 1996.

Più drammatico e tumultuoso fu, invece, l’evento straordinario verificatosi a Loano, all’interno della Chiesa di Sant’Agostino, officiata dai frati Cappuccini, l’8 marzo 1864. Verso le tre del pomeriggio un gruppo di ragazzi spaventati uscì dal tempio urlando che la statua di Maria Santissima stava muovendo rapidamente gli occhi. Testimoni successivi si avvidero anche che la Madonna stava piangendo. In quei giorni i frati si stavano, del resto, preparando ad abbandonare il convento a causa delle laiciste Leggi Siccardi (1850), promulgate dal Regno di Sardegna contro gli ordini religiosi. L’evento fu, pertanto, interpretato come un ammonimento celeste contro coloro che promuovevano questa persecuzione.

I cappuccini lasciarono comunque la chiesa di Sant’Agostino, che fu demolita. Pochi anni dopo, tuttavia, essi riuscirono a costruirne una nuova poco lontano, dedicata all’Immacolata, nel cui interno la scultura miracolosa è tuttora custodita. Anche a Loano i prodigi si ripeterono e seguì un regolare processo canonico; si giunse, infine, al riconoscimento ufficiale da parte del Vescovo di Albenga.

Oggi purtroppo questi eventi straordinari sono poco conosciuti e lo stesso clero locale tende a non incoraggiarne la devozione dei fedeli. A Taggia, in verità, esiste un interesse crescente da parte di alcuni laici e, nella Basilica dei Santi Giacomo e Filippo, sono esposti numerosi ex-voto e disponibili alcune pubblicazioni. A Loano, invece, risulta difficile, per il pellegrino, trovare anche solo il Simulacro del Revelli ed alcuni religiosi, interpellati in proposito dal sottoscritto, dichiarano addirittura di non saperne nulla.

Ma, dimenticavo, siamo nel cinquecentesimo anniversario della “Riforma luterana” e lo spirito ecumenico sconsiglia di incoraggiare la devozione mariana!

 

 

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