Editoriale «Radicati nella fede»– Anno III n° 1 – Gennaio 2010

Il mese di gennaio è tradizionalmente dedicato nella nostra Diocesi, e in molte altre diocesi, alla preghiera per le vocazioni.

Certo prima di tutto per le vocazioni sacerdotali: bisogna pregare perché il Signore mandi tanti sacerdoti, tanti e santi sacerdoti, di cui la Chiesa ha assoluto bisogno. Su questo non condividiamo una falsa tranquillità, la situazione è drammatica, e non ci stancheremo mai di ripeterlo. Mancano preti, molti paesi rischiano di restare senza messa, molte anime muoiono senza sacramenti: non si può sostituire il Cattolicesimo con una vaga religiosità “fai da te”, dove le persone bastano a se stesse, dove non si cerca più la grazia dei sacramenti, principalmente Confessione e Comunione, pilastri della vita cristiana. Una religione senza Chiesa e senza preti, a cui resta un vago ricordo di Gesù: purtroppo, in tante situazioni questo sta già ampiamente accadendo. Occorre però pregare per tutte le vocazioni: la vita è di Dio, a lui apparteniamo, ed è tutta una chiamata, una vocazione.

Permetteteci, in questo Gennaio 2010, di accentrare però l’attenzione sulle sulle vocazioni religiose: domandiamo che il Signore mandi ancora vocazioni religiose alla sua Chiesa. Dove sono finiti i Religiosi e le Religiose nelle nostre terre?

Un tempo nei nostri paesi era sempre presente una piccola comunità di suore. Avevano l’Asilo, molte volte si occupavano dell’assistenza ai malati nelle case, tenevano l’oratorio femminile, formavano intere generazioni di mamme e di spose, garantendo una continua cristianizzazione delle famiglie. Per non parlare della loro preziosa presenza negli ospedali e nelle scuole! Dove sono finite? Se pensiamo alle nostre terre di montagna, sono letteralmente scomparse. Da decenni si chiude una casa religiosa dietro l’altra…che tristezza! Qualcuno, per essere lieto ad oltranza (è il nuovo comandamento della nuova religione, tutto deve essere positivo, bisogna essere
sempre contenti!) dice che è un segno dei tempi la mancanza dei religiosi e delle religiose, che quello che facevano loro, oggi, dopo il Concilio, lo devono fare i laici, i fedeli battezzati, che non servono per questo i voti religiosi.

No. non stanno così le cose: i nostri paesi, le nostre parrocchie, sono estremamente impoverite dalla mancanza delle suore. Esse richiamavano che Dio viene prima di tutto, che la preghiera è il primo lavoro della vita, che la vita eterna è la cosa più reale che ci sia. Senza le suore, manca un polmone alle nostre chiese, perché senza il valore profetico della vita religiosa l’aria diventa irrespirabile anche nella Chiesa.

Occorre pregare, pregare e pregare…ma non basta. Occorre anche capire da dove viene questa crisi mortale della vita religiosa e …della vita cristiana. Tutto viene dall’aver dimenticato il valore sacrificale della Messa, da una perdita della fede nel Santo Sacrificio della Messa. Qualcuno dirà: “Si finisce ancora sulla Messa?”. Certo, perché dalla perdita della fede nel Sacrificio della Messa dipende tutto lo stravolgimento della vita cristiana. Ci si vuole realizzare, oggi, non si vuole più dare la vita, dimenticando che Nostro Signore Gesù Cristo l’ha data per noi.

Cos’è un religioso? Cos’è una religiosa? Sono coloro che si offrono come vittime sull’altare. Ma se non crediamo più al santo sacrificio della messa, domani non ci saranno più né religiosi né religiose. E ben presto non ci saranno più cristiani, perché la ragion d’essere del cristiano è di offrirsi come vittima con Nostro Signore sull’altare. Ecco perché è urgente ritornare alla fede nel Santo Sacrificio della Messa. I voti di religione sono un’applicazione reale del sacrificio di Nostro Signore, del Sacrificio della Messa. Senza dubbio, tutto il mondo non è obbligato a fare questi voti, ma le persone che si votano a Dio devono sapere che questi voti hanno un valore soprannaturale, un valore profondo, che sono come il frutto del sacrificio di Nostro Signore… Nostro Signore si è donato interamente per la gloria del Padre e per la salvezza delle anime, e i religiosi partecipano a questo sacrificio di Nostro Signore donandogli la loro vita interamente senza riserve. Certo, i religiosi e le religiose hanno poi dei compiti precisi…fare scuola, accudire i malati…o altro. Ma c’è qualcosa che viene prima, che è l’anima di tutto: ed è la loro donazione totale, la loro immolazione a Dio, in unione al sacrificio che Cristo fa di se stesso.

Non c’è niente di più bello, di più grande, di più nobile, di più efficace che di legarsi in una maniera indissolubile con i voti al sacrificio di Nostro Signore e di conseguenza alla vera Santa Messa, la Messa del Sacrificio alla quale vogliamo restare fedeli perché è stata l’oggetto della misericordia di Dio, perché è la realizzazione quaggiù del sacrificio di Nostro Signore.

Donaci Signore sacerdoti
Donaci Signore tanti sacerdoti
Donaci Signore tanti santi sacerdoti
Donaci Signore tante sante vocazioni religiose

 

 

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