210 anni fa, il 22 ottobre 1811, nasceva l’ ungherese Franz Liszt, uno dei più grandi virtuosi del pianoforte di tutti i tempi. Fu compositore, direttore d’orchestra e organista. La sua straordinaria carriera pianistica ebbe inizio a Vienna, in seguito si trasferì a Parigi, città che gli diede l’opportunità di avviare un fruttuoso percorso concertistico, che lo portò a esibirsi in tutta Europa. Non solo fu un eccellente autore ed esecutore, ma contribuì in maniera eccellente e generosa a diffondere la conoscenza di molti compositori a lui contemporanei. Importanti sono state al riguardo le sue trascrizioni ed esecuzioni di musiche di Beethoven e Schubert. Di temperamento socievole, accattivante e mite, Liszt fu molto legato a Fryderyk Chopin e a Robert Schumann da amicizia e stima, inoltre, fu particolarmente vicino anche a Richard Wagner, di cui divenne suocero, avendo questi sposato la figlia Cosima, e di cui fu ardente sostenitore, contribuendo alle sue prime affermazioni. Le donne erano molto affascinate dalla sua personalità, con alcune di loro egli stabilì delle relazioni sentimentali. Tuttavia, all’inizio degli anni Sessanta del XIX secolo si fece strada in lui un forte richiamo religioso .

Nel 1862 compose il Cantico del sol di san Francesco d’Assisi; nello stesso anno morì la primogenita Blandine, per la quale, nel 1864, scrisse La Notte. Decise di entrare nel monastero della Madonna del Rosario di Roma, certo che solo la fede avrebbe potuto essergli di vero conforto.  Nel 1865 ricevette in Vaticano la tonsura e gli ordini minori. La sua ispirazione musicale volse l’attenzione sempre più verso la musica sacra: compose la Missa Choralis e il Christus (1867). Nell’ultimo periodo della sua vita, lavorò incessantemente come compositore e organizzatore di eventi musicali a Weimar e Lipsia insieme al pianista russo Alexander Ilyich Siloti. Apprezzò moltissimo la musica russa. In Germania, durante il Festival di Bayreuth del 1886, ideato da Wagner, Liszt si ammalò gravemente di polmonite e morì il 31 luglio dello stesso anno.

Il suo catalogo include numerosi lavori sinfonici a programma, tre concerti per pianoforte e orchestra, un numero elevato di pezzi per pianoforte, oltre a un repertorio di pezzi per organo che cambieranno il volto organistico tedesco per sempre. Vari dei suoi pezzi sono entrati nel repertorio della musica classica e sono conosciuti da un vasto pubblico; tra essi la celeberrima Rapsodia ungherese n. 2 in Do Diesis Minore, il Sogno d’amore n. 3, il Mefisto valzer, la Ballata in Si minore, il Concerto in Mi Bemolle Maggiore e la Sonata in Si Minore.

Il suo contributo allo sviluppo della tecnica pianistica è stato determinante nella storia del pianoforte. Inoltre, a lui si deve l’invenzione della forma concertistica del recital-pianistico.

 

Nel 1865 divenne accolito della Chiesa Cattolica, Franz Liszt entrò nel Terz’Ordine di San Francesco e  canonico nella cattedrale di Albano Laziale (RM)

 

 

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