Quando si pensa alla storia dell’Inghilterra l’immaginario collettivo s’indirizza sempre e subito all’Inghilterra anglicana e quando pensa ai sovrani la mente si dirige sempre e subito ad Enrico VIII, a Elisabetta I e, qualche volta, alla Regina Vittoria. Tuttavia, prima della Chiesa scismatica, fondata sul fatto che Enrico VIII voleva il divorzio e, non ottenendolo dal Papa, divenne lui capo di quella Chiesa dello Stato, l’Ighilterra era unita alla Roma di San Pietro e dei suoi successori. In questa terra sono vissuti dei grandi santi e delle grandi sante, fra cui la Regina d’Inghilterra Eleonora, Éléonore de Provence in francese ed Eleanor of Provence in inglese (Aix-en-Provence, 1223 circa – Amesbury, 24 o 25 giugno 1291). In lei scorreva il sangue di Casa Savoia, ma nessuno oggi lo sa perché la vulgata storica rivoluzionaria ha cancellato la memoria collettiva, proprio come in Unione Sovietica eliminavano i cartelli topografici per cancellare la memoria geografica alla gente.

Sebbene la Chiesa cattolica non abbia mai ufficializzato il suo culto, localmente è considerata tale da sempre.

Figlia secondogenita del conte di Provenza e conte di Forcalquier, Raimondo Berengario IV (1198 – 1245), e della moglie, Beatrice di Savoia (1206 – 1266), come risulta dalla cronaca del monaco benedettino inglese, cronista della storia inglese, Matteo Paris (1200 – 1259), quando ne descrive il matrimonio con il re d’Inghilterra, Enrico III e anche dal documento n° 99 del Peter der Zweite Graf von Savoyen, Markgraf in Italien, sein Haus und seine Lande, dello storico Ludwig Wurstenberger; Beatrice di Savoia, secondo il documento n° 49 dello stesso Peter der Zweite Graf von Savoyen, Markgraf in Italien, sein Haus und seine Lande, dello storico Ludwig Wurstenberger, era figlia del Conte di Savoia, d’Aosta e di Moriana, Tommaso I (1177 – 1233) e della moglie, Beatrice Margherita di Ginevra (1180 – 1257), che secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium era figlia di Guglielmo I di Ginevra e di Margherita Béatrice di Faucigny.

Il nonno di Eleonora è il beato Umberto III conte di Savoia, primo santo della dinastia sabauda.

 

Stemma di Eleonora di Provenza

 

Dotata di una grandissima bellezza, come le sue sorelle, Eleonora, amante delle lettere e donna di grande cristianità e di mirabili virtù, venne chiesta in sposa nel 1235 da Enrico III d’Inghilterra (1207-1272) attraverso la mediazione dello zio della giovane, il conte Amedeo IV di Savoia (Montmélian, 1197 – Moncalieri, 13 luglio 1253). Il matrimonio fu celebrato domenica 13 gennaio 1236, nella cattedrale di Canterbury dall’arcivescovo Edmondo di Canterbury, mentre l’incoronazione si svolse il 20 gennaio dello stesso anno, a Londra, nell’abbazia di Westminster.

A dispetto dell’ideologia femminista, maturata nel brodo di coltura rivoluzionario, illuminista, giacobino, marxista, progressista, liberalista, la presenza femminile, in ambito cristiano, è sempre stata di grande rilievo, sia a livello privato che a livello pubblico e come cercheremo di dimostrare con la rubrica La rivoluzione femminista: Marianne e le sue seguaci su «Europa Cristiana».

La Regina Eleonora, in breve tempo, fece accogliere alla corte inglese i suoi parenti e i suoi compatrioti, provenienti dalla Provenza e dalla Savoia. Giunsero, quindi, tre fratelli di sua madre Beatrice e del conte di Savoia, Amedeo IV, figli del conte Tommaso I: Bonifacio, che nel 1245 divenne arcivescovo di Canterbury; Pietro, futuro conte di Savoia Pietro II (1263-1268), già Signore del Vaud (1233-1268), che divenne conte di Richmond (1241-1268); Guglielmo di Savoia (†1239), vescovo di Valence e rettore di Vienne, il quale era arrivato nella nuova terra con un validissimo collaboratore, Pietro Aigueblanche, che fu vescovo di Hereford, diplomatico alle corti di Luigi IX di Francia e di Alfonso X di Castiglia, negoziatore del matrimonio di Riccardo di Cornovaglia con Sancha di Provenza, collettore delle tasse papali ed infine governatore della Guascogna, dopo che quest’ultima era tornata ai Plantageneti, dopo il matrimonio di Edoardo con Eleonora di Castiglia, avvenuto, nel 1254.

Eleonora con le sorelle, Margherita, moglie del re di Francia, Luigi IX il Santo, e Sancha, moglie di Riccardo di Cornovaglia avrebbero desiderato dividere i feudi paterni con la sorella minore, Beatrice, ma il fratello di Luigi IX il Santo, Carlo d’Angiò, conte d’Angiò e del Maine, che papa Innocenzo IV aveva contribuito a scegliere come marito per la stessa Beatrice, invase la Provenza.

Per sua influenza re Enrico elevò il figlio Edoardo al rango di duca di Guascogna nel 1249. Quando il 13 luglio 1263, mentre stava scendendo lungo il Tamigi su una chiatta, venne attaccata da un gruppo di cittadini londinesi che, ma fu pronto a soccorrerla Thomas FitzThomas, il sindaco di Londra, per poi trovare rifugio dal Vescovo di Londra. Fu ancora lei ad appoggiare la causa del marito, quando questi venne duramente contestato da Simone di Montfort, sesto conte di Leicester: venne fatto prigioniero nel 1264, durante la battaglia  di Lewes e Beatrice andò Francia per radunare truppe in suo favore, le quali riuscirono a liberarlo.

Alla morte di sua madre, Beatrice di Savoia[1] (4 gennaio 1267), Eleonora ereditò il Ponthieu e il titolo di contessa di Ponthieu, gli fu riconosciuto, solo nel 1279, dal re di Francia, Filippo III di Francia, detto l’Ardito. Per la scomparsa, nel 1274, del nipote Enrico, secondogenito del figlio Edoardo, ella fece tumulare il suo cuore nel convento che fece erigere in sua memoria.

Eleonora ed Enrico III ebbero 9 figli:

Edoardo (1239-1307); Margherita (1240-1275), alla quale venne dato il nome della regina di Francia, sorella della regina Eleonora e che, nel 1252, si unì in matrimonio a re Alessandro III di Scozia; Beatrice (1242-1275), alla quale venne dato il nome della contessa di Provenza, sorella della regina Eleonora e che, nel 1260, sposò Giovanni, figlio del duca di Bretagna; Edmondo, primo conte di Lancaster (1245 – 1296); Riccardo (ca. 1247 – morto prematuramente); Giovanni (ca. 1250 – morto prematuramente); Caterina (1253-1257); Guglielmo (ca. 1256 – morto prematuramente); Enrico (ca. 1256 – morto prematuramente).

Come aveva esercitato la sua benefica influenza, privata e pubblica, sul consorte e sulla discendenza, la esercitò anche sul successore di Enrico III, il figlio re Edoardo I.

La Regina Eleonora non solo si occupò dei suoi figli, ma anche dei nipoti, e i suoi figli e i suoi nipoti alimentarono la buona linfa dell’Europa Cristiana, dove la Gloria a Dio si univa alla ricerca della giustizia umana e allo sviluppo delle lettere e della scienza.  Dopo tanta attività, sia privata che pubblica, il 3 luglio 1276 si ritirò nell’abbazia benedettina di Amesbury, prendendo il velo, rimanendo comunque in contatto con il figlio Edoardo e la sorella Margherita.

Morì in odore di santità il 25 giugno 1291 ad Amesbury (nello Wiltshire, ad otto miglia a nord di Salisbury), città fondata nel 979 d.C., ma qui era già presente un convento. Lasciò  il figlio Edoardo che l’anno precedente aveva perso l’adorata moglie, Eleonora di Castiglia. Secondo gli Annales Londonienses, La regina Eleonora morì il giorno dopo la festa di San Giovanni Battista. Venne tumulata ad Amesbury il giorno della natività della Madonna, l’8 settembre di quell’anno (apud Ambresbury in festo nativitate beatæ Virginis), come riportano gli Annali londinesi[2]. All’interno dell’ordine benedittino la sua memoria si perpetua e la sua festa viene localmente celebrata il 21 febbraio.

 

 

 

[1] Cfr Chartes du diocèse de Maurienne, Documents publiés par l’académie royale de Savoie, Vol. II, Beatrice di Savoia.

[2] https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k50344f/f234.image#ES

 

 

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