Servant of the People è la serie televisiva ucraina che ha lanciato Volodymyr Zelens’kyj nella politica, nel 2019, serie già prodotta nel 2015 e da poco doppiata anche in Italia.

L’ideatore della serie è lo stesso Volodymyr Zelens’kyj, attore e regista, da tre anni Presidente dell’Ucraina. Egli, in televisione, ha dovuto affrontare quello che considerava (prima della guerra) il male peggiore del suo Paese: la corruzione,  che ha affermato di voler combattere anche nella realtà ovvero appena diventato l’autentico governante dell’Ucraina.

Quando eravamo piccoli e andavamo al cinema, a guardare Indiana Jones, dicevamo: «Vorrei essere come Harrison Ford!». E allora, cosa rispondevano i nostri genitori? «Semmai, vorrai essere come Indiana Jones». Perché? Non sono la stessa persona? No!

L’attore e il personaggio sono due elementi distinti, entrambi essenziali, visto che senza uno non può esistere l’altro. Ma rimangono due elementi distinti. Evidentemente, Zelens’kyj non ha considerato (o non ha voluto considerare) questo “dettaglio”, dal momento che, alla sua elezione, ha tenuto la stessa politica del suo personaggio, ossia Vasily Petrovyč Goloboroďko: impegno anti-corruzione, inserimento estremo nell’UE e americanizzazione completa dell’Ucraina, affinché diventi uno Stato «riconosciuto e indipendente».

Per il momento, l’unica evidente differenza che si riesce a notare tra questo attore e questo personaggio (a parte il nome, s’intende) è il fatto che hanno professioni diverse: Volodymyr Zelens’kyj è un attore e Vasily Petrovyč è un professore liceale di storia. E qui riscontriamo il primo punto a favore di Zelens’kyj per la creazione del protagonista, prima della sua serie e poi dei suoi ideali. L’idea di scegliere un professore di storia come futuro “fortunato” Presidente è buona perché uno storico conosce, o meglio dovrebbe conoscere, i rapporti di causa-effetto,  che, nel corso del tempo, hanno portato alla situazione dei giorni nostri, ragion per cui Vasily Petrovyč spesso si ritrova ad immaginare grandi personaggi storici che discutono con lui. E questo punto è molto interessante perché ci mette davanti ad un fatto che l’Ucraina, soprattutto negli ultimi tempi, cerca di nascondere. I personaggi in questione sono quasi tutti europei e statunitensi, perché l’Ucraina non ha mai, se non dopo il 1991, costituito uno Stato concreto e, quando lo ha fatto (la Rus’ di Kiev), non ha prodotto personaggi idonei all’occidentalizzazione sognata per la sua Patria.

In breve, Zelens’kyj, o è meglio dire Vasily Petrovyč, doveva nascere come uomo semplice, di tutti i giorni, con poca, se non addirittura nulla, conoscenza della vita politica. L’obiettivo di questo personaggio è diventare proprio come si fa definire lo stesso Volodymyr Zelens’kyj, ovvero «l’eroe dell’Ucraina».

Sebbene si voglia dare a Vasily Petrovyč un’immagine di umiltà, nel corso della serie (già nel primo episodio) si nota facilmente l’ipocrisia del protagonista, nonché della democrazia concettualmente non ucraina, ma europea.

Come fa Vasily Petrovyč, un insegnante di storia, a diventare Presidente? Un suo studente lo riprende col suo cellulare, mentre questi si sfoga, in un momento di collera, con un suo collega, insultando, con un linguaggio che dovrebbe essere vietato ai minori, tutti i politici del Paese e affermando, alla fine, che, se ci fosse stato lui al potere, la crisi sarebbe sicuramente terminata.

 

 

Appena ha finito di riprendere la scena, il ragazzo ha pubblicato il video su YouTube e così tutta l’Ucraina ha visto il famoso «Professore che sclera». Gli studenti erano così contenti della reazione di Vasily Petrovyč che hanno insistito affinché lui si candidasse alle prossime lezioni, cosa che ha fatto e, con i soldi ricavati dai milioni di visualizzazioni, ha sostenuto la sua campagna elettorale.

Insomma, questo “umile” professore è stato eletto dal popolo ucraino per che cosa? Per una sfuriata del momento, ripeto del momento, che chissà quante persone possono aver avuto molto prima di lui e per problemi ben più gravi. Cosa c’è di più grave della corruzione? Una guerra civile, forse…

Sì, la rivoluzione di Maidan, incominciata nel 2013, in seguito alla decisione del Governo del Presidente Viktor Janukovyč di sospendere l’accordo di associazione tra l’Ucraina e l’Unione Europea e di avere relazioni economiche più strette con la Russia. Iniziarono, così, una serie di manifestazioni di protesta note come «Euromaidan», che letteralmente, dall’ucraino, significa «Europiazza». Esse durarono diversi mesi e che culminarono nella guerra del Donbass (6 aprile 2014) e, appunto, nella rivoluzione che rovesciò Janukovyč e portò all’insediamento di un nuovo Governo. Questi eventi costituirono la premessa per la dichiarazione unilaterale di indipendenza della Crimea, seguita dall’annessione alla Russia del marzo 2014, ma essa non venne mai riconosciuta dal Governo ucraino. Infatti, l’Ucraina ha sempre mantenuto un atteggiamento molto duro, in questi otto anni nei confronti della Crimea; un esempio è la sospensione del transito d’acqua potabile, ripreso solo recentemente, grazie all’intervento russo, nella guerra del 2022.

Quando Volodymyr Zelens’kyj produsse questo programma televisivo (2015), si era appena usciti dalla fase più calda dei due anni in cui si erano verificati scontri violenti tra civili e forze dell’ordine, perché il Governo era filo-russo (2013-2014) o si voleva staccare da Mosca (2014-2015). Gli ucraini, che Vasily Petrovyč definisce fratelli, avevano già incominciato ad ammazzarsi tra di loro, e lui si preoccupa delle ville che i politici corrotti possano aver comprato, di cosa potrebbero pensare gli USA dell’Ucraina, della democrazia Europea? Democrazie che valgono più di vite umane… Vite ignorate prima per due anni, poi per altri tre e ancora altri tre (dal 20 maggio 2019, quando Volodymyr Zelens’kyj è diventato effettivamente Presidente dell’Ucraina, fino all’invasione russa, iniziata all’inizio del 2022).

Se per Vasily Petrovyč gli ucraini sono tutti fratelli, allora perché non pensa a come fermare questi scontri? Perché nella sua storia non vengono neanche menzionati? Perché la cosa più importante è combattere il lusso.

Appena eletto, Vasily Petrovyč si deve rendere conto di cosa sia principalmente circondato un Presidente, ovvero proprio il lusso. Fin dall’inizio, il nuovo Capo dello Stato rimane letteralmente schifato dai beni di pregio e di valore degli oligarchi, al contrario della sua famiglia che, come la maggior parte degli esseri umani, politici o meno, approfitta della nomina di Vasily.

Ma che differenza c’è tra la corruzione e il lusso? A quanto pare, per il «Servitore del Popolo», nessuna. Un ricco e un corrotto sono la stessa cosa, specie se hanno ville all’estero o decine di orologi di marca, specie per quelli Hublot.  Il suo Primo Ministro, durante la scelta di un orologio da Presidente gli dice: «Sai chi indossa questo? Putin!». «Putin Hublot?». Alla risposta di Zelens’kyj (o Vasily Petrovyč), chiaramente disgustata, il Primo Ministro cambia subito tipo di orologio, nel vano tentativo di salvare la faccia. Questa scena satirica è solo uno dei tanti e chiari esempi dell’assoluta antipatia del personaggio, nonché di Zelens’kyj stesso, nei confronti dell’attuale Presidente russo, presente nella politica ucraina già sette anni prima della guerra.

 

(1- continua)

 

 

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