Della famosa mistica tedesca Teresa Neumann conosciamo le impressionanti immagini fotografiche che la ritraggono sanguinante mentre vive i misteri della Passione di Cristo. Sappiamo che visse per tanti anni senza mangiare e nutrendosi della sola Eucaristia, tanto che persino il governo di Hitler le tolse la tessera annonaria del razionamento del pane, nei tempi di guerra… Era sprecata perché… tanto quella non mangiava!

Ebbene, meno conosciuti della Neumann sono alcune rivelazioni che ella ebbe nel suo colloquio interiore e soprannaturale con il Signore Gesù. In uno di questi, Gesù le ispirò queste parole a riguardo della benedizione che impartiscono i sacerdoti cattolici.

«Voglio insegnarti – le disse il divin Maestro – a ricevere la mia benedizione con fervore. Cerca di capire che qualcosa di grande ha luogo quando ricevi la benedizione di un mio sacerdote. La benedizione è un straripamento della mia divina santità. Apri la tua anima e lascia che diventi santa attraverso la mia benedizione. Essa è rugiada celestiale per l’anima attraverso la quale tutto ciò che viene fatto può essere fruttuoso. Tramite il potere di benedire, ho dato al sacerdote il potere di aprire il tesoro del mio Cuore e di riversare una pioggia di grazie sulle anime.

Quando il sacerdote benedice, io benedico. Allora una sterminata corrente di grazie fluisce dal mio sacro Cuore all’anima fino a riempirla completamente. Tieni aperto il tuo cuore per non perdere il beneficio della benedizione. La mia santa benedizione contiene tutto l’aiuto che è necessario all’umanità. Per mezzo di essa ti è data la forza e il desiderio di cercare il bene e di sfuggire il male, di godere della protezione dei miei figli contro il potere delle tenebre. È un grande privilegio quando ti è concesso di ricevere la benedizione: non puoi capire quanta misericordia ti giunge per suo mezzo. Perciò mai ricevere la benedizione in modo distratto, ma metti tutta la tua attenzione. Tu sei povera prima di ricevere la benedizione, sei ricca dopo averla ricevuta.

Mi addolora che la benedizione nella Chiesa sia tanto poco apprezzata e raramente ricevuta. La buona volontà è rafforzata per suo mezzo, le iniziative ricevono la mia Provvidenza particolare, la debolezza è potenziata dal mio potere, i pensieri sono spiritualizzati e tutte le cattive influenze neutralizzate. Ho dato alla mia benedizione poteri senza confini: essa proviene dall’intimo amore del mio Sacro Cuore. Maggiore è lo zelo con il quale la mia benedizione è data e ricevuta, maggiore è la sua efficacia. Sia che venga benedetto un bambino, sia che venga benedetto il mondo intero, la benedizione è assai più grande di mille mondi.

Io dò a ciascuno a seconda della misura della sua fede. E poiché io sono infinitamente ricco di tutti i beni, vi è concesso di riceve senza misura. Le tue speranze non sono mai troppo grandi, tutto supererà le tue più profonde aspettative.

Spesso sembra che le benedizioni non abbiano risultato, invece è meravigliosa la loro influenza; anche i risultati apparentemente infruttuosi sono una benedizione ottenuta attraverso la santa benedizione: questi sono i misteri della mia Provvidenza che non manifesto. Le mie benedizioni producono molte volte effetti sconosciuti all’anima. Perciò abbi grande fiducia in questo straripamento del mio sacro Cuore.

Ricevi la santa benedizione sinceramente, perché le sue grazie entrano soltanto nel cuore umile! Ricevila con buona volontà e con intenzione di diventare migliore, allora essa penetrerà nelle profondità del tuo cuore e produrrà i suoi effetti.

Stima altamente le cose benedette, così piacerai a Me, tuo Dio. Sii una figlia della benedizione, allora tu, tu stessa, sarai una benedizione per gli altri».

Il rito della benedizione è antico e la liturgia straripa di gesti benedicenti; basti pensare alla santa Messa: il sacerdote impone le mani sul pane e il vino, lo offre a Dio Padre, lo benedice e lo santifica. Esso diventa allora, per virtù divina, Corpo e Sangue di Cristo. Questo miracolo avviene a prescindere dalla santità del ministro celebrante e anche dalla buona volontà dell’assemblea: il sacerdote potrebbe anche essere (speriamo sempre di no) in stato di peccato, e l’assemblea potrebbe essere composta di persone con poca fede o devozione: la transustanziazione avviene lo stesso, se sono dette quelle certe parole, compiuti quei gesti, con l’intenzione di operare secondo il pensiero della Chiesa. Invece i sacramentali non agiscono automaticamente in questo modo, ma dipendono dalla fede di chi li impartisce e di chi li riceve. Per questo motivo una semplice benedizione fatta con l’acqua santa o con l’imposizione delle mani rimane senza alcun effetto se chi la riceve non ha alcuna fede, anzi, deride tale pratica, o anche se il sacerdote la impartisce, ma senza alcuna fiducia in Dio, come atto meccanico, freddamente, così tanto per fare.

Quanto invece è preziosa la benedizione ricevuta con devozione da un sacerdote che ci crede veramente! Abbiamo ascoltato le parole del Signore a Teresa Neumann, e non importa ribadirle.

Come mai, allora, si è persa questa pratica, o la si banalizza? Perché è venuta meno la fede nella sacralità del sacerdote e del sacramento dell’Ordine, e anche perché i fedeli non vengono adeguatamente istruiti, o perché lo si ritiene un gesto inutile. Certo, se il prete gira in bermuda, ciabatte infradito e camicia hawaiana, viene poca voglia di chiedergli la benedizione, ma anche i fedeli devono avere più fede in questo sacramentale. Non devono vergognarsi di domandarla, non devono essere timidi nell’esigerla, e devono amorevolmente istruire i loro sacerdoti sul potere che è stato loro conferito con il sacramento dell’Ordine. Magari stampate queste pagine della Newman e fatele leggere ai vostri preti e parroci: forse essi stessi non sanno queste cose, nessuno le ha mai dette loro, non credono nel potere che può scaturire dal loro gesto impartito con fede. Allora può essere che vi ringrazieranno, e cominceranno a benedire di più e con maggiore consapevolezza.

Conosco un Vescovo che, come primo atto dopo pochi giorni della nomina, fece il giro in macchina della sua nuova Diocesi, in incognito e con un autista di fiducia: percorse l’intero perimetro della Diocesi benedicendo e esorcizzando per tutto il tragitto. Intendeva in questo modo cacciare gli spiriti del male e invocare protezione e benevolenza per tutto il suo nuovo popolo: giusti e ingiusti, uomini e donne, sani e malati, bambini e anziani, credenti e non credenti, campi e strade, cavalli e formiche. Fiumi di acqua santa scorsero quel giorno nei vasti confini della Diocesi… e nessuno ne se accorse. Anzi, molti se ne accorsero: gli angeli, i santi, e anche i demoni.

Beh, quello era un Vescovo che ci credeva.

 

 

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1 commento su “L’invisibile che accade quando un sacerdote benedice”

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