Ci sono delle persone che vedono la Vergine Maria. Sono i veggenti, che senza aspettarselo o prevederlo, improvvisamente vedono la Madonna e parlano con Lei. Fortunati loro! Alcuni di questi li conosciamo bene: Bernardette Soubirous a Lourdes, i tre pastorelli a Fatima, il veggente messicano Diego a Guadalupe, e tanti altri. Stiamo parlando del fenomeno delle apparizioni mariane, eventi ben noti nella storia della Chiesa.

Tutti i veggenti ci dicono una cosa: che la Vergine è una donna bellissima. Nessuno di loro ha mai detto che la donna apparsa loro era brutta o con difetti fisici sgradevoli, ed è interessante notare che la foggia della Madonna era di volta in volta diversa: a volte pare una ragazza sedicenne, a volte una donna matura di mezza età, a volte di carnagione scura, altre volte di colorito delicato. I vestiti sono via via di colori e conformazione diversi e svariati, da eleganti a semplici, da chiari a scuri, da umili a elaborati. Ebbene, nonostante tutte queste diversità, è unanime l’accordo sulla sua bellezza: da nord a sud, da est a ovest, tutti dicono che si tratta di una donna estremamente bella. Tant’è vero questo che il povero scultore cui fu commissionata la statua da mettere a Lourdes, non trovava mai contenta Bernardette: egli si sforzava di fare l’immagine migliore possibile, ma la veggente non era mai contenta, sottolineando di continuo che la bellezza della visione era enormemente superiore a quella della miglior statua possibile.

V’è da crederci, ma ci viene anche la curiosità. Come era questa Maria santissima che appariva? Che significa precisamente che fosse bellissima?

Naturalmente noi ci fermiamo e conformiamo ai canoni di bellezza che il mondo ci offre e ci impone. Se ci dicono che una donna è bella, subito pensiamo a misure, centimetri, proporzioni, e allora ci figureremo un certo taglio e colore degli occhi, una certa capigliatura fluente e avvolgente, una perfetta conformazione dell’ovale del viso, una certa altezza slanciata, la finezza della figura nel suo complesso, la proporzione tra gambe e braccia, piedi non troppo sgraziati, eccetera. Addirittura, ben lo sappiamo, in taluni casi si prende il metro da sarta e si misura la ragazza in certe zone del corpo per definire e qualificare una fanciulla adatta per un concorso, per esempio di Miss Italia o Miss Fiera del tortello.

Ma è tutta qui la magnificenza di una persona?

Io vengo da famiglia contadina, e chi aveva una stalla senza la possibilità di far nascere vitellini da sé, andava a comprare le vacche da latte al mercato. Mio nonno era uno di questi. Egli sapeva che doveva comprare una “bella” vacca, e quando ne vedeva una interessante, iniziava con fare sapiente e circospetto quel rito arcaico e misterioso delle “misurazioni”: per prima cosa le apriva la bocca e guardava i denti. Questa era la cosa principale per capire lo stato di salute dell’animale, la sua vera età, la capacità quindi di produrre latte in seguito. Poi iniziavano i vari toccamenti. Sia detto questo senza malizia alcuna, ma la tastava un po’ dappertutto, con fare distaccato e da commerciante, perché non voleva prendere una fregatura. Il venditore intanto decantava le qualità del bovino, toccando a sua volta anch’egli dappertutto per convincere il potenziale acquirente. Quando finalmente questi si persuadeva, iniziava il rito della trattativa, al ribasso per chi comprava e al rialzo per chi vendeva. Una volta raggiunto l’accordo, i due si stringevano la mano in un modo che poi non ho più visto fare: alzando e abbassando ripetutamente il braccio che stringeva la mano dell’altro e pronunciando parole incomprensibili in dialetto. Per me, bambino, tutto questo era una sorta di rito magico. Caro vecchio mondo contadino! Quale leopardiana nostalgia ne ho!

Tornando al nostro discorso, se la bellezza della donna (qualsiasi donna) è quella della vacca del mercato, fatta di misurazioni e proporzioni, voi capite che non ci siamo.

E poi, diciamolo, il discorso è molto soggettivo. Ciò che piace oggi qui da noi (donna magra, alta, bionda, avvenente, per esempio) può essere considerato scarso in stati africani, dove è considerata bellissima la donna, che so, grassa e con i capelli corti intrecciati. E magari quello che è considerato lo standard ideale oggi da noi, un domani, sempre da noi, non lo sarà più. Va te a capire come funzionano le mode in queste cose.

Dunque, parlando della santissima Madre di Dio, dobbiamo sganciarci totalmente e assolutamente da questo modo di ragionare.

Arriviamo allora subito alla conclusione: la Madonna era normalissima. Non si fece notare a Nazareth, non solo perché stava ritirata, ma perché non aveva nulla di particolare, se non una perfezione fisica standard, ordinaria. Eppure era bellissima.

Dunque, come uscirne? Il motivo è molto semplice: la Vergine Maria era Immacolata, senza peccato. Non aveva nemmeno il peccato originale. Questa unica e straordinaria limpidezza interiore traspariva, per così dire, emergeva, traboccava, all’esterno e colpiva chi la vedeva. Noi siamo abituati ad avere a che fare con persone che, per quanto buone, sono soggette al peccato, e allora la bellezza interiore traspare poco all’esterno, per non dire che il nostro stesso occhio è inquinato. Ma provate ad immaginare (comunque non ci riusciamo) una persona pura trasparenza della Grazia e pensare come possa apparire ad un esterno. Lo splendore dentro che diventa puro incanto fuori. Qualunque cosa ella faccia, qualunque cosa dica, davanti ad una persona immacolata non si può che rimanere rapiti. Così ci dicono i vari veggenti: rimasero incantati, quasi senza parole. Essi per primi vedevano qualcosa di unico: una persona umana tutta piena della grazia divina, e dal momento che non potevano vedere l’interno, vedevano l’esterno, ossia avevano la percezione della grazia attraverso le fattezze corporali della visione. Altro che misure o centimetri… Qui si parla di bellezza che viene da Dio e che splende totalmente in una creatura che non pone alcun ostacolo, alcun diaframma.

Ho capito tutto questo leggendo una pagina sorprendente di san Luigi Maria Grignion de Montfort. Scrive il santo francese: «Maria quasi non comparve nella prima venuta di Gesù Cristo affinché gli uomini, ancora poco istruiti e illuminati sulla persona di suo Figlio, non si allontanassero dalla verità, attaccandosi più fortemente e grossolanamente a lei, ciò che forse sarebbe avvenuto se ella fosse stata conosciuta, a motivo delle attrattive ammirabili di cui l’Altissimo aveva pervaso anche il suo esteriore. Ciò è tanto vero che san Dionigi l’Aeropagita ci lasciò scritto che quando la vide l’avrebbe creduta una divinità, per le sue segrete attrattive e per la sua bellezza incomparabile, se la fede, nella quale egli era ben fermo, non gli avesse insegnato il contrario. Ma nella seconda venuta di Gesù Cristo, Maria deve essere conosciuta e rivelata per opera dello Spirito Santo, affinché per mezzo suo Gesù Cristo sia conosciuto, amato e servito»[1].

Questa affermazione ha dell’incredibile. Il santo ci dice che se la santa Vergine all’inizio si fosse manifestata di più, tutti sarebbero corsi dietro a lei lasciando perdere il Figlio, tanto ella era bella! Siccome adesso Gesù è più conosciuto – questo è l’argomento del Montfort – ora questo pericolo non sussiste più, quindi la devozione mariana (e le varie apparizioni) possono essere affermate e divulgate senza problemi.

Sono senza parole. Ma al tempo stesso, nel profondo silenzio, incredibilmente attratto da Lei. Devo vederla, desidero assolutamente vederla. Proprio come i veggenti di Fatima e di Lourdes e tutti gli altri.

Ma mi sa che dovrò rimandare questa visione (almeno spero) a quando morirò. Pazienza. Anzi, mi sorge in proposito un dubbio: se quando morirò vedrò per prima la Vergine Maria (magari!), mi sa che io rimarrò lì per sempre. Ma come – mi direte – e il Signore Gesù? Non vuoi vedere il Cristo? Certo, ma so anche che Egli è il giudice, e di peccati ne ho fatti tanti. Un po’ di timore, lo confesso ce l’ho. La Madonna invece è così bella che mi basterà un suo sorriso per esserne rapito in modo assoluto. E se gli altri salvati di quel giorno mi inviteranno a proseguire, dirò loro: “Andate avanti voi, io rimango qui per sempre”.

 

[1] San Luigi M. Grignion de Montfort, Trattato della vera devozione alla santa Vergine, n. 49.

 

 

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