Il 1° luglio, nella Real Basilica di Superga, sulle colline di Torino, si è celebrata la Messa di suffragio di S.A.R. il Principe Amedeo di Savoia, Duca di Savoia e Duca d’Aosta, alla presenza della Famiglia Reale: S.A.R. la Principessa Silvia di Savoia,  S.A.R. il Principe Aimone con la moglie Olga di Grecia ed i figli Umberto Principe di Piemonte, Amedeo Duca degli Abruzzi,  Isabella Principessa di Savoia, le LL.AA.RR. le Principesse Bianca e Mafalda accompagnate dalle rispettive famiglie.

Presente anche un rappresentante di S.A.R. la Principessa Maria Gabriella di Savoia e sono intervenuti esponenti degli Asburgo (S.A.I.R. Martino d’Austria – Este e famiglia) e dei Borbone (S.A.R. la Principessa Anna Cecilia di Borbone Due Sicilie).

Hanno partecipato alle esequie reali anche le autorità cittadine con Viviana Ferrero, Vicepresidente del Consiglio Comunale di Torino, Vicesindaco della Città metropolitana, Marco Marocco e le Autorità regionali rappresentate dall’Assessore Fabrizio Ricca e dal Presidente del Consiglio Regionale Stefano Allasia. Inoltre, con fascia tricolore, Carmine Passalacqua, Consigliere comunale di Alessandria, il Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa, gli Ordini Cavallereschi ed il Sovrano Militare Ordine di Malta rappresentato da S. Ecc. Fra’ Angelo Chiastellaro, Bali’ di Gran Croce di Giustizia, dal Delegato per il Piemonte, Conte Emanuele di Rovasenda, Presente la Consulta dei Senatori del Regno, rappresentata dal Presidente Prof. Aldo Alessandro Mola. Intervenute le delegazioni dell’Istituto Nazionale delle Guardie d’Onore del Pantheon e molte altre Associazioni.

La cerimonia si è svolta ad un mese esatto dalla morte e dai funerali, celebrati il 4 giugno scorso nella Basilica di San Miniato a Firenze.

Sul feretro, circondato da un picchetto della Marina Militare e posto davanti all’altare della Basilica, da sempre luogo simbolo della fede cristiana dei Savoia, erano stati posti una corona di rose rosse e bianche (i colori della Casa Reale) ma anche il cappello e la spada da ufficiale della Marina Militare che fu del defunto Duca e, ai piedi, su un cuscino azzurro, la Corona Reale ed il Collare dell’Ordine Supremo della SS. Annunziata, massima onorificenza di Casa Savoia.

Un coro proveniente dalla Toscana ha accompagnato la liturgia celebrata da Monsignor don Antonio Vigo, già cappellano della Marina Militare Italiana, insieme a Don Paolo Bonato della Diocesi di Vigevano e Padre Costantino Gilardi, cappellano della Delegazione del Sovrano Ordine di Malta del Piemonte e Valle D’Aosta.

Nel corso dell’omelia, Monsignor Vigo ha ricordato che «la nascita lo aveva voluto Principe membro di una Dinastia che ha scritto la storia d’Europa e fatto l’unità d’ Italia, ma nascere membro di una Casa Reale non apre ad un destino facile: il profondo senso di servizio è  stata la stella polare della sua vita». Ed ancora «Degli onori e delle insegne ricevute gli hanno ricordato per tutta la vita il suo impegno di fedeltà e lealtà alla Dinastia come alla Repubblica. Non è facile trovare e tenere il proprio ruolo e rango in un regime repubblicano, quando si discende dalla Casata che ha regnato in precedenza per secoli sullo stesso territorio e sulle sue popolazioni. È stato fedele al suo Re in esilio per tutti gli obblighi della condizione di Principe di Savoia ed è stato fedele alla Repubblica italiana secondo quel giuramento pronunciato alla sua nomina». Dopo aver ricordato il rito funebre che veniva praticato un tempo durante le sepolture imperiali a Vienna, Monsignor Vigo, alla fine del proprio intervento, ha letto la poesia di Jacques Brel Conosco delle barche: «Questo per me era il caro amico Amedeo».

Alla fine del rito, è seguita, da parte di S.A.R. il Principe Aimone di Savoia, neo Duca di Savoia e di Aosta, la lettura, a tratti contraddistinta da molta commozione, della Preghiera del Marinaio. Infine, è stato suonato l’Inno sardo, risalente al Regno di Sardegna di cui i Savoia erano Sovrani.

Nel sepolcreto subalpino della Famiglia Reale italiana, che si trova all’interno della Basilica fatta costruire dal Duca Vittorio Amedeo II a seguito di un voto alla Vergine Maria, le spoglie del defunto Principe riposeranno, per suo volere testamentario, nella Sala delle Regine, accanto a quelle del padre Aimone di Savoia ed alla madre Irene di Grecia e Danimarca, Duchi d’Aosta e, per breve tempo, Sovrani di Croazia.

«Mio padre ha servito l’Italia nella continuità, che è la cosa giusta e bella. Sono felice di averlo portato a Superga, che è il posto dove riposano i Savoia. Mio padre aveva chiesto di venire qui e a parte la tristezza del momento, sono felice di fare questa cerimonia, che per lui aveva un grosso valore. La sua volontà era di essere sepolto accanto a suo padre e sua madre».

Al termine della cerimonia funebre, le parole rilasciate dal figlio Aimone, descrivono molto bene il profilo biografico del Duca suo padre che riuscì, con nobile semplicità e grande sobrietà, a fare convivere le doti di servitore dello Stato, come ufficiale di Marina, con il ruolo di Capo di una Dinastia millenaria che ha regnato per secoli.

 

 

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1 commento su “La tumulazione nella Real Basilica di Superga delle spoglie del Principe Amedeo di Savoia Aosta”

  1. Elettra BIANCHI

    ONORE A CHI E’ VISSUTO NELLA COERENZA IN UN MONDO D’INCOERENTI, A CHI HA RISPETTATO I SUOI DOVERI NELLE LORO FASI PIU’ DIFFICILI, A CHI HA AMATO IL SUO POPOLO IN MEZZO AL QUALE SI E’ RICONOSCIUTO DOPO LA PERDITA DEI TITOLI NOBILIARI, A CHI E’ STATO NOBILE SEMPRE NEL CUORE E NELL’ANIMA. CHE SUPERGA TI ACCOLGA CON LA STORIA GLORIOSA DI UN PASSATO DEL QUALE SEI STATO DEGNO.

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