La Cattolica di Stilo è una piccola chiesa incastonata su una ruvida parete di roccia alle pendici del monte Consolino in provincia di Reggio Calabria. Si staglia, circondata dal verde dei fichi d’india e della vegetazione spontanea in un paesaggio quasi onirico sulla suggestiva vallata dello Stilaro, sopra l’antico centro di Stilo.

La chiesa ha una forma inconsueta, e anche il paesaggio ha qualcosa di singolare, conserva infatti quel misticismo proprio dei luoghi di preghiera impervi e solitari scelti nei secoli dai monaci orientali che si erano insediati nelle regioni meridionali, soprattutto in Calabria intorno al X e IX secolo.

Questa piccola importantissima chiesa rimase pressoché sconosciuta fino al XIX secolo e continua ad essere disconosciuta ai più ancora oggi, pur essendo una rara testimonianza di architettura sacra bizantina.

La Cattolica ha una pianta a croce greca inscritta in un quadrato e cinque cupolette che si innalzano su tamburi cilindrici di cui quella centrale è più alta e più grande. Nel suo aspetto esterno l’ordine e la simmetria comunicano una sensazione di serenità; i materiali di costruzione non sono preziosi (pietra, malta e laterizio, cotto), ma c’è qualcosa di più in questa linearità che seduce, la cura della tessitura dei mattoni rossi, un ritmo delicato e una cromia gentile con cornici di laterizio intorno alle piccole monofore, e cupoline rotonde con strati di tegole. Sembra davvero che basti questa ordinata semplicità alla sua eterna Bellezza.

È all’interno che la sensazione di luogo santo si amplifica e vi si percepisce distintamente la forza della preghiera recitata per secoli e secoli: la luce non è smaccata, arriva dalle bifore e monofore poste in alto, è soffusa in uno spazio ormai nudo. Quattro colonne romane di spolio dividono lo spazio in nove parti quasi uguali, sulle mura frammenti di affreschi a più strati che  sono testimonianza delle stratificazioni della storia dell’iconografia cristiana e ci lasciano una struggente nostalgia per quello che doveva essere quando era interamente affrescata. Su una delle colonne, la prima a destra, c’è incisa la testimonianza di un monaco, per alcuni un templare, è una croce con lettere greche con la trascrizione «Dio il Signore apparve a noi».

In questa chiesa, sentiamo la forza della devozione, la fatica dell’eremitaggio e il rapporto diretto e sublimato con Dio, che a fatica riusciamo a rintracciare al giorno d’oggi negli edifici di culto.

La Cattolica non ha altro se non questa straordinaria essenzialità.

 

 

 

 

Entrando nella chiesa, sulla prima colonna a destra è scolpita una croce con lettere greche: Deus Dominus nobis apparuit (Salmo 118, 27)

 

 

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