Nonostante le misure governative imposte per l’emergenza sanitaria, nonostante il clima culturale dominante contro le leggi di natura, nonostante la grande confusione che vivono molti cattolici, la Marcia per la Vita del 22 maggio 2021 non solo si è tenuta, ma è stata un grande successo, tanto che anche Vatican News, Adnkronos, Rai News, Avvenire, Il Messaggero… ne hanno dovuto parlare.

Così, ai Fori imperiali di Roma la decima edizione della Marcia per la Vita, sospesa l’anno scorso per il Covid, sono scese in piazza le Associazioni pro-vita in una mobilitazione statica per il diritto di ogni bambino a venire al mondo ed una campagna contro il ddl Zan, «le cui prime vittime saranno le donne e i bambini».

«La sostanza della Marcia per la Vita», ha dichiarato la presidente della Marcia Virginia Coda Nunziante, «fin dalla sua prima edizione, nel 2011, non è stata solo quella di marciare, ma quella di esprimere una presenza pubblica nelle strade, nelle piazze, ovunque possibile, per affermare che la vita è un dono indisponibile di Dio e per combattere l’iniqua legge 194, che ha legalizzato l’uccisione in Italia, sino ad oggi, di oltre sei milioni di innocenti. La battaglia contro la cultura abortista va combattuta in nome della difesa di un ordine morale di valori, cioè di quella legge naturale e morale che ha in Dio la sua causa e il suo ultimo fine.  Dobbiamo desiderare profondamente che tutta la nostra società torni a essere profondamente cristiana perché solo in questo modo si ritroverà la pace, l’armonia, la crescita e la prosperità. E questo lo dico in quanto cittadina italiana che ama profondamente il proprio Paese ma anche in quanto cattolica, perfettamente cosciente che la società o si converte o andrà verso un inesorabile declino.».

Sul palco hanno preso la parola anche Janusz Kotanski, Ambasciatore della Polonia presso la Santa Sede, e ad Eduard Habsburg, Ambasciatore dell’Ungheria presso la Santa Sede, John Smeaton, presidente di Society for the Protection of the Unborn Children e monsignor Antonio Suetta, vescovo di Sanremo-Ventimiglia, che aveva nobilmente reagito allo scempio di stampo satanista del Festival di Sanremo di quest’anno.

Ha affermato l’ambasciatore Kotansk: «Sono fiero di poter rappresentare, come ambasciatore presso la Santa Sede, la Polonia, che tutela i diritti dei più deboli e indifesi: i bambini non nati. Nell’autunno dello scorso anno, il nostro Tribunale Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la cosiddetta “pratica eugenetica” nella legge sulla pianificazione familiare, la protezione del feto umano e le condizioni per l’ammissibilità dell’interruzione della gravidanza, che è un passo significativo e forte nella tutela giuridica della vita umana».

Dal canto suo l’ambasciatore Habsburg ha portato un messaggio positivo dall’Ungheria: «è possibile incoraggiare le famiglie a dire di sì alla vita! Il governo ungherese ci lavora da nove anni, e abbiamo ottenuto risultati meravigliosi: +aumento dei matrimoni del 40%, +diminuzione dei divorzi del 25% e + diminuzione degli aborti del 30%. Per un tale cambiamento è indispensabile la volontà del governo ad impegnarsi per le famiglie, aiutandole e dando loro il messaggio che tanti figli rappresentano un regalo per la società. Le famiglie vanno aiutate economicamente, con prestiti a fondo perduto, tasse ridotte o abolite e aiuti finanziari per la casa, o per altre esigenze.».

 

 

Il tasso demografico in Italia è al collasso, si parla di aiuti economici alle famiglie e non si fa il minimo cenno a risolvere la malapianta omicida degli aborti. Si alzano le voci per la dignità e i diritti delle persone, calpestando la prima dignità, il primo dei diritti: nascere. «Mi domando», ha fatto udire la sua voce Monsignor Suetta, «come sia possibile parlare di futuro e quindi di natalità, elemento essenziale ed imprescindibile di tale prospettiva, senza denunciare e rigettare la principale causa del cosiddetto freddo inverno demografico, che stiamo attraversando; la convinzione, cioè, che la vita umana sia da una parte considerata come un bene di consumo o un diritto – quasi un capriccio – da pretendere a piacimento e ad ogni costo, e dall’altra venga offesa, calpestata e soppressa quando, con malvagia e miope attitudine egoistica, disturba l’assurda pretesa di una vita comoda».

Sostiene Smeaton: «Non dimentichiamo che lottiamo per “tornare alla vera normalità”; siamo uniti nella lotta per porre completamente fine all’aborto e per il ripristino di una civiltà in cui si dia valore alla vita umana senza eccezioni. Non è normale uccidere i bambini nel grembo materno».

Sonno arrivate poi le testimonianze di Anna e Dario Alinti, una coppia che ha vissuto l’esperienza dell’aborto e di Anna Bonetti, una giovane influencer di 23 anni, sorda dalla nascita per un’anomalia congenita, che grazie all’impianto cocleare e alla logopedia, dall’età di 5 anni ha imparato a parlare.

Ha detto Anna Alinti: «Penso che se accanto a me quel giorno di 40 anni fa ci fosse stato qualcuno che anche solo mi avesse teso la mano magari sarebbe andata diversamente. Io parlo per esperienza personale, nessuno mi ha legata e obbligata ma in fondo al cuore aspettavo solo che qualcuno mi dicesse di scendere da quel lettino. Penso dunque sia fondamentale dare la possibilità a queste donne di avere una scelta, qualcuno accanto che quantomeno gli mostri un’alternativa; non servono neanche tante parole ma solo una mano tesa. Alle donne che si trovano di fronte a questa scelta oggi mi sentirei di dirle di non farlo, perché a tutto c’è rimedio, qualsiasi sia la situazione in cui ci si trovi, mentre dall’aborto non si torna indietro. L’embrione non è un grumo di cellule, c’è un battito e quindi una vita che va tutelata sempre.».

 

 

«Una società che non mette al centro la vita muore. Nel 2020 l’ISTAT ha registrato 384mila residenti in meno: sparita una città come Firenze. Basta con le culle vuote. Per questo sono presente alla Marcia per la Vita», così la dottoressa Simona Baldassarre, europarlamentare della Lega e responsabile del Dipartimento Famiglia del Lazio. Dura l’opposizione della manifestazione anche contro il ddl Zan  contro l’omofobia, decreto che, secondo la Baldassarre, «mira a indebolire questa cellula naturale [della famiglia], fondamentale per la cura e la crescita della collettività».

Fra i presenti in piazza anche il cardinale Raymond Leo Burke e alcune figure politiche: Giorgia Meloni, Isabella Rauti Cinzia Pellegrino e Lavinia Mennuni per Fratelli D’Italia; Simone Pillon e Filippo Bianchi per la Lega; Maurizio Gasparri per Forza Italia; Mario Adinolfi e Andrea Brenna per il Popolo della Famiglia.

La Marcia per Roma, ha dichiarato all’Adnkronos Lavinia Mennuni, consigliere comunale a Roma per Fratelli d’Italia, anche lei fra il popolo della Marcia per la Vita, «mi fu proposta nel 2010 quando ero delegata alle pari opportunità. Da allora svolgono un importante lavoro per quella che è la promozione sulla tutela della vita fin dal concepimento, ancor più oggi per l’inverno demografico del Paese». Inoltre: «Abbiamo denunciato il Campidoglio per il poco che è stato fatto a livello di maternità e famiglia. Soprattutto alla luce di questi due anni di pandemia. Roma l’anno scorso aveva 7 mila nati in meno rispetto al precedente e sono certa che quest’anno il dato sta crescendo ancora di più» e ha così proseguito: «A livello nazionale vediamo spiragli, ma non a livello comunale. E’ tardi si deve fare di più. Abbiamo presentato un paio di mesi fa un documento con Giorgia Meloni sul tema della natalità e sull’esigenza di incrementare le logiche a sostegno. Ma è stato bocciato».

Le mode, le culture cambiano, anche quella della morte può e deve cambiare!

Coloro che vivono la stessa condizione di Anna Bonetti, invece, vengono eliminati per mezzo della diagnosi prenatale: alcuni dei portatori di connessina 26, il gene che origina la sordità, si sottopongono all’amniocentesi nel primo trimestre di gravidanza, così, molti bambini privi del senso dell’udito, nonostante oggi ci sia la possibilità di rimediare convenientemente al loro defit, vengono soppressi. «Un paradosso inconcepibile, specie per una società che si fa paladina dei diritti di tutti e, poi, elimina prima della nascita chi è “troppo diverso”. Basti pensare all’Islanda e alla Danimarca in cui la nascita di bambini con sindrome di Down è prossima allo zero».

Distanziati, con mascherina, per un’ora e mezza, migliaia di persone hanno ascoltato un palco ricco di testimonianze e di musica. Proprio per questa speciale decima edizione e nel 43° anniversario della 194, che da allora ha legittimato oltre 6 milioni di aborti – «Vite che mancano all’appello di un Paese in declino demografico», come ha ricordato Virginia Coda Nunziante, «e che ci parlano di una cultura di morte alla quale vogliamo rispondere con una proposta di vita» – il cantautore Andrea Caciolli, pure lui ai Foti Imperiali, ha scritto la canzone ufficiale per la Marcia 2021 dal titolo L’infinità del vivere.

Essere per la vita significa essere persone: perché mai la pena di morte deve essere eliminata solo per chi ha commesso crimini? Gli innocenti che sono concepiti e che si sviluppano nel grembo materno non devono essere giustiziati perché naturalmente chiamati a venire al mondo. Non è forse un fatto di Giustizia questa?

 

 

 

 

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