Così, silenziosamente, come è vissuta, il 10 gennaio scorso, ci ha lasciato a 91 anni, la Principessa Margherita di Savoia-Aosta (il suo nome completo era Margherita Isabella Maria Vittoria Emanuela Elena Gennara di Savoia-Aosta ), figlia primogenita dell’eroe dell’Amba Alagi: il Duca Amedeo di Savoia e della Principessa Anna d’Orléans.

Nata alla Reggia di Capodimonte a Napoli, nell’allora Regno d’Italia, il 7 aprile 1930 seguì il padre in Africa, dopo che, nel 1937, venne nominato Viceré di Etiopia. Lo attendeva un compito duro, pacificare una colonia da poco conquistata. E il Duca, anche se per poco tempo, seppe assolvere tale missione nel modo migliore.

Il Principe, la cui famiglia era composta dalla moglie e dalle due figlie Margherita e Maria Cristina (ultima testimone che da anni risiede in Brasile), era incredibilmente all’avanguardia per la sua epoca e dotato di un coraggio degno dei suoi antenati più illustri. Fu un ottimo governatore di quelle terre.

Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, dopo i primi successi militari a Mayale in Kenya, a Cassala in Sudan e dopo l’occupazione della Somalia britannica, iniziò il ripiegamento che terminò con l’estrema resistenza nel ridotto dell’Amba Alagi sino al maggio del 1941, quando il Duca si arrese agli inglesi con l’onore delle armi.

Seguì successivamente la sorte dei suoi soldati in un campo di concentramento inglese in Kenya, dove il 3 marzo 1942 morì a causa della malaria e della tubercolosi in un letto d’ospedale, come un comune soldato, supportato solo dai conforti religiosi.

Sua figlia Margherita, allora undicenne, avrebbe presto conosciuto un destino simile al padre. Dopo l’armistizio venne arrestata dai nazisti e portata in un campo d’internamento in Austria assieme alla madre, alla sorella, alla zia Irene di Grecia e al cugino neonato Amedeo, che portava il nome del defunto padre di lei.

La storia e la liberazione avrebbero fatto il resto, ma con un risvolto negativo e grottesco, il Negus Selassiè volle rendere omaggio alla famiglia di Amedeo che aveva rispettato il popolo etiope, invitò, dunque, in occasione di una visita in Italia, la vedova Anna per una colazione, ma il governo Pella, con lo stesso suo primo ministro anche ministro degli affari Esteri, fece annullare l’incontro ritenuto un’offesa alla Repubblica.

La duchessa Anna d’Aosta non aveva voluto abbandonare la popolazione di Firenze dove viveva con la famiglia, proprio nel momento dell’occupazione tedesca. L’episodio del suo arresto venne anche cantato in un triste madrigale del poeta Umberto Saba nel suo Canzoniere. Finita la guerra, dopo la caduta dei Savoia dal trono, Margherita visse con grande riservatezza tra l’Italia e la Svizzera, e fu sempre forte il rapporto con Napoli, la città dove nacque e dove morirono sua madre e sua nonna.

Frequentò l’École du Louvre a Parigi assieme a sua cugina Maria Gabriella di Savoia e successivamente sposò l’Arciduca Roberto d’Asburgo-Este, figlio dell’ultimo Imperatore d’Austria, il Beato Carlo I, da cui ebbe cinque figli.

Le nozze furono un evento di grandissima celebrità: nobili, sovrani, regnanti e non di ogni dove vennero convocati, subito dopo il Natale del 1953, da Re Umberto II di Savoia nel comune francese di Bourg-en-Bresse.

La coppia prese residenza a Parigi dove Roberto lavorava come impiegato bancario. Margherita per matrimonio prese il titolo di Arciduchessa d’Austria-Este e di duchessa di Modena e Reggio. Rimase vedova nel 1996.

I funerali si sono svolti, in forma privata, il 29 gennaio scorso, alla presenza del Re del Belgio, del Principe Sovrano del Liechtenstein, dei discendenti e parenti di Margherita di Savoia-Aosta, nel Monastero benedettino di Muri nel Canton d’Argovia, in Svizzera. La Principessa è stata inumata nella cappella di Loreto, accanto alle spoglie del marito.

 

 

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