15 febbraio 1964: muore il teologo domenicano francese Réginald Garrigou-Lagrange, uno dei più grandi neotomisti del XX secolo, il martello del neomodernimo

 

Réginald Garrigou-Lagrange (Auch, 21 febbraio 1877 – Roma, 15 febbraio 1964) nasce da una famiglia illustre e fin da ragazzo dimostra elevate doti intellettuali. Nel 1897, all’età di 20 anni, ancora studente di medicina a Bordeaux, legge un libro di Ernest Hello, L’uomo e il suo bisogno di Dio, che si rivela decisivo per la sua vocazione sacerdotale e religiosa. Entra come novizio nell’ordine domenicano, nel convento di Amiens, prendendo il nome religioso di fra’ Reginaldo, come il più dotto fra i primi discepoli di san Domenico di Guzmán. Diverrà un faro accademico contro gli errori del neomodernismo, sviluppo dell’eresia del Modernimo, condannata l’8 settembre 1907 da san Pio X con l’enciclica Pascendi Dominici Gregis.

Il 30 aprile 1900 pronuncia i voti religiosi solenni e il 28 settembre 1902, a 25 anni, è ordinato sacerdote. Nel 1904 studia alla Sorbona di Parigi, conseguendo la licenza in lettere e filosofia. Nel 1905 insegna Storia della filosofia e nel 1906 teologia dogmatica al Saulchoir (istituto dei domenicani francesi, allora in Belgio). Nel 1909 è chiamato a Roma per insegnare al Collegio Internazionale Angelicum: la sua docenza in Dogmatica  durerà fino al 1960. Per più di mezzo secolo sarà un professore sempre più prestigioso, insegnando anche Metafisica, Teologia fondamentale e diversi trattati di teologia dogmatica. Nel 1917 fonda la cattedra di ascetica e mistica, che esgli stesso insegna. Unisce preghiera, contemplazione, studio, ricerca, attenzione ai poveri, insegnamento, cura delle anime attraverso la direzione spirituale. Inoltre ha lasciato alla Chiesa  23 opere teologiche e seicento articoli-saggio, pubblicati fra il 1904 e il 1960. Ricordiamo in particolare: Le sens commun, la philosophie de l’être et les formules dogmatiques (1908; 4a ed. 1936); Dieu, son existence et sa nature (1915; 11a ed., 2 voll., 1951); Perfection chrétienne et contemplation selon Saint Thomas d’Aquin et Saint Jean de la Croix (2 voll., 1923); Les trois âges de la vie intérieure, prélude de celle du ciel (1938).

Nel 1960, al termine della sua attività accademica, si ritira nel convento di Santa Sabina, fondato a Roma dallo stesso san Domenico, sull’Aventino, dove muore il 15 febbraio 1964, all’età di 87 anni.

 

 

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