Promulgato il decreto sul martirio del Servo di Dio Max Josef Metzeger, ghigliottinato dal Reich

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Il 14 marzo scorso papa Francesco ha autorizzato il Dicastero per le Cause dei Santi ha promulgare il decreto circa il martirio in odio alla fede del Servo di Dio Max Josef Metzeger. Molto rapido è stato l’iter che presto gli meriterà la beatificazione: l’inchiesta diocesana si svolse nella Curia diocesana di Friburgo (Germania) dal 2006 al 2014, per poi ottenere il riconoscimento della validità giuridica dell’Inchiesta stessa il 18 maggio 2015. Con esito affermativo si tennero le sedute dei Consultori Storici (15 gennaio 2019), del Congresso Peculiare dei Consultori Teologi (21 gennaio 2021) e la Sessione Ordinaria dei Cardinali e Vescovi (12 marzo 2024). Nel corso della discussione, nel contesto dell’odium Fidei, è stato evidenziato che Max Josef Metzeger fu un uomo di fede ed a partire da tale realtà vide il mondo e trasse forza per annunciare con coraggio il messaggio cristiano in un contesto areligioso.

Era nato il 3 febbraio 1887 a Schopfheim, in Germania. Conseguito il diploma di maturità, nel 1905 iniziò gli studi teologici che concluse con il dottorato nel 1910. Ordinato sacerdote il 5 luglio 1911 a Schwarzwald, con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale si arruolò quale Cappellano Militare, ma venne congedato nel 1915 a causa di una grave polmonite con pleurite.

Nello stesso anno si trasferì a Graz, in Austria, per assumere l’incarico di Segretario Generale del Kreuzbündnis (Lega della Croce). Nel 1917 fondò la Weltfriedensbund vom Weißen Kreuz (FDK – Lega della Pace Universale della Croce Bianca) e compose il “Programma religioso internazionale per la pace”, che inviò a Papa Benedetto XV. Nel 1919 fondò l’Associazione Missionsgesellschaft vom Weißen Kreuz, il cui motto era: «Cristo deve essere il Re!». Negli stessi anni diede inizio a varie associazioni con differenti scopi, dalla promozione della pace all’astinenza dall’uso dell’alcool.

Il 28 aprile 1920 ricevette dal Governo della Bassa Austria la cittadinanza austriaca. Su invito del Deputato della III Repubblica Francese Marc Sangnier, promotore del cattolicesimo sociale in Francia, nel 1921 Max Josef Metzeger fu chiamato a prendere la parola al Congrès Démocratique International pour la Paix di Parigi. Tra il 1917 e il 1929 Metzger intervenne a 14 Congressi Internazionali nel ruolo di defensor pacis. Nel 1927 partecipò come Osservatore Cattolico all’Assemblea di Losanna, che diede origine al Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC). Su impulso dell’istituzione della Solennità del Sacro Cuore di Gesù cambiò il nome dell’Associazione da lui fondata, chiamandola Christkönigsgesellschaft (Societas Christi Regis). In questo stesso anno venne richiamato nella propria Diocesi e la sede dell’Associazione fu trasferita a Meitingen, poco lontano da Augsburg. Nel 1939 fondò la Confraternita Una Sancta per pregare e operare per l’unità dei cristiani. Il 9 novembre fu rinchiuso nel Carcere di Augsburg, sospettato di coinvolgimento nell’attentato a Hitler nella Bürgerbräukeller di München. Dal carcere Metzger scrisse al Venerabile Papa Pio XII, chiedendogli di convocare ad Assisi un Concilio Ecumenico.

Uscito dal carcere il 4 dicembre 1939, si trasferì in una casa della Societas Christi Regis a Berlino, dove oltre ad occuparsi delle attività pastorali, redasse due scritti esplicitamente contro Hitler. Il 23 giugno 1943 venne ancora arrestato e trattenuto nel Carcere di Prinz-Albrecht-Strasse e l’11 settembre successivo fu condotto nel Carcere di Plötzensee a Berlino. Il 14 ottobre 1943, fu condannato a morte per “alto tradimento e favoreggiamento del nemico”.

Trasferito nel Carcere di Brandenburg-Görden, il 17 aprile 1944 venne ghigliottinato. Era stato arrestato dopo la delazione di una donna, alla quale aveva consegnato un Memorandum sulla pace e sul futuro politico della Germania.

Il martirio materiale è stato dimostrato anche per la testimonianza del boia pervenuta tramite il cappellano della prigione. Riguardo al martirio formale ex parte victimae, Metzeger era consapevole che il suo impegno per la pace, nonché il rifiuto della statolatria del Reich in nome del primato di Cristo, avrebbero potuto costargli la vita. Aveva espresso disponibilità al dono della vita come risposta alla volontà di Dio. Durante il processo si difese conservando l’affidamento al Signore, anche dinanzi all’approssimarsi dell’esecuzione. La disposizione al martirio è confermata dal sacerdote Peter Buchholz che gli fece visita cinque giorni prima della morte.

In riferimento al martirio formale ex parte persecutoris, l’odium fidei può essere considerato come la motivazione prevalente almeno per quanto riguarda la condanna a morte. Metzger si era occupato di questioni sociali e aveva frequentato circoli politici in quanto cattolico. Da uomo di azione, in un contesto bellico, predicava la pace. Benché sull’arresto possa aver influito la sua attività politica, durante il processo si rese chiara l’avversione del regime alla sua fede. Il giudice del Tribunale, dopo avergli rivolto una domanda sulla confraternita Una Sancta, alla risposta di Max Josef Metzeger che auspicava “una sola Chiesa di Cristo”, reagì mostrando un palese atteggiamento anticristiano e opponendo la sua fede nel Reich.

La fama di martirio è presente ancora oggi, talvolta alquanto indebitamente mescolata alla reputazione legata a benemerenze civili sul piano sociale e culturale.

Possa il sangue versato al prossimo Beato Max Josef Metzeger dare i frutti da lui sperati e per i quali ha donato la vita, il ritorno alla Chiesa Cattolica di quanti la rivoluzione protestante ha da essa allontanato.

 

 

 

 

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