Capitan Perrod era il più ricco proprietario terriero di tutta l’Alta Valle. L’appellativo di Capitano se lo portava dietro, quasi facesse parte del cognome, da che aveva militato nell’“Armada”; ma più che con rispetto veniva pronunciato con rancore e paura: perché Capitan Perrod si era impadronito con ogni sorta di soprusi e di imbrogli degli alpeggi del vallone di Chavannes, dove teneva più di duecento mucche; e continuava a spaventare contadini e pastori con la minaccia di fare intervenire i suoi soldati.

Viveva solo, e sempre col timore che egli venisse teso qualche agguato, poiché ben sapeva di essere odiato da tanti. Così, quando doveva scendere a Pré-Saint-Didier, per evitare di passare per la Thuile, dove si era fatto molti nemici, seguiva la vecchia strada al di là della Dora.

Temeva la vendetta umana, ma il castigo gli venne dal Cielo.

Una sera partì da Chavannes che faceva già buio. A quell’ora i contadini erano rincasati, e non c’era in giro nessuno; ma tutt’ad un tratto, nei pressi di Pont Taillaud, Capitan Perrod vide accendersi otto luci, allineate in fila, ai due lati del sentiero, come per prenderlo in mezzo. Gli balenò il pensiero che qualcuno fosse là ad aspettarlo; ma, per quanto inquieto, proseguì il cammino.

In realtà, non c’era anima viva: i lumi stavano lì, sospesi, come sorretti da invisibili mani. Quando se ne rese conto, Capitan Perrod ebbe veramente paura, assai più paura che se avesse dovuto affrontare un avversario a viso aperto. Sentiva il cuore battergli forte in petto e la gola serrata dall’ansia. Le lucine gli si affiancarono, quattro per parte, e presero ad avanzare insieme a lui.

Passato Pont-Taillaud, cercò di distanziarle; affrettò il passo, poi si mise a correre affannato. E quelle dietro, alla sua stessa andatura.

Volle fuggire nel bosco; ma le luci gli si parano davanti, impedendogli di scavalcare il muretto che affiancava la strada. Decise di buttarsi dalla parte del torrente e quelle precedettero il suo slancio. Pensò allora di fermarsi a La Balme e passare la notte all’albergo; ma, quando fece per imboccare il sentiero che portava al paese, le fiammelle gli sbarrarono il passaggio. Non erano più solo otto, ma gli si attorno decine. Non restava che proseguire il cammino: e Pré-Saint-Didier era ancora lontano.

Capitan Perrod, madido di freddo sudore, respirava ora a fatica; dopo il bivio per Elévaz fu costretto a fermarsi. Le lucine gli si strinsero attorno. Disperato, si buttò sulle più vicine, tentando di spegnarle; ma si bruciò le mani, senza riuscire a smorzarne una sola.

Raccogliendo le ultime forze, riprese il cammino. Ora i lumi lo accompagnavano, circondandolo da ogni parte in una ridda irrequieta, sbucando dal buio sempre più numerosi. Ormai non li poteva più contare: pullulavano nella notte a centinaia; ed ancora gli stavano attorno, al primo albore, quando stremato, in preda ad un terrore che rasentava la follia, giunse a Pré-Saint-Didier, davanti alla sua casa.

Forzò la barriera di fiamme e spinse l’uscio. Tremava per la febbre a verga a verga. Fece chiamare il prete, si confessò di tutte le sue colpe. Morì di lì a tre giorni, dopo aver disposto che venissero restituiti agli antichi proprietari tutti i beni di cui s’era impadronito con l’inganno.

 

 

Il luogo dove Capitan Perrod è diretto è Pré-Saint-Didier, un paese della Valle d’Aosta nordoccidentale (nella Valdigne, l’alta valle della Dora Baltea) con i suoi 1006 abitanti e le sue famose terme.

La storia di Pré-Saint-Didier include anche l’epoca romana; un esempio è via delle Gallie, strada romana consolare, fatta costruire da Augusto per collegare la Pianura Padana con la Gallia. Si sa che i romani amavano in particolar modo le terme, infatti scoprirono già allora le fonti calde della zona, benché il loro sfruttamento ebbe inizio alla metà del Seicento.

Durante l’epoca romana, il paese era conosciuto con il toponimo Aræbrigium, dopodiché, assunse il nome di Pré-Saint-Didier-les-Bains durante il Regno di Sardegna, in ragione della realizzazione dello storico stabilimento termale, che risale al 1834. Nel 1888 venne realizzato l’edificio che ospitava il casinò e, per oltre 150 anni, le terme furono frequentate dai membri di Casa Savoia.

Dal 1939 al 1946 il toponimo di Pré-Saint-Didier fu italianizzato in San Desiderio Terme. È in questo periodo che per esigenze belliche venne costruito lo sbarramento di San Desiderio Terme, parte del Vallo Alpino Occidentale. Inutile dire che la riapertura delle terme negli anni 2000 ha dato un importante rilancio alla presenza turistica nel comune e all’economia locale.

Oltre alle terme, ci sono altri luoghi interessanti, come la chiesa parrocchiale dedicata a San Lorenzo, col suo campanile dell’XI secolo. O l’orrido di Verney (in francese, Gouffre de Verney), ovvero una cascata racchiusa da imponenti pareti rocciose pressoché verticali, strette e anguste. Ha origine dalle incisioni postglaciali, causate dalle acque della Dora di Verney, provenienti dal vallone di La Thuile. Sull’orrido è stata costruita una passerella sospesa nel vuoto, inaugurata nella primavera del 2014, è costata oltre 400.000 euro.

Un altro edificio interessante è il Grand bâtiment, in località Verrand, con le sue finestre gotiche, è un’antica casa detta anche Castello di Verrand.

Questo magnifico e storico paese era la meta del Capitan Perrod, una meta davvero difficile da raggiungere, a causa della sua malvagità. Egli è stato giustamente punito per la sua cattiveria e superbia, ma questa punizione, dopo avergli portato un gran terrore, gli portò anche una giusta ricompensa per il suo pentimento: il tempo necessario per rimediare ai suoi errori in questo mondo, per poi lasciarlo, attraverso questo meraviglioso luogo alpino.

 

 

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