Cosa rende un luogo sacro meta di pellegrinaggio, cosa spinge fedeli devoti a compiere giorni di cammino affrontando pesanti sacrifici, la risposta si trova solo in quei luoghi, e non è forse possibile descrivere e interpretare questa esperienza se non si è mai vissuta.

I cammini di fede non sono relegati ad un passato lontano, si compiono ancora oggi con grande fervore, sono spesso lunghissimi tragitti verso luoghi remoti, solitari, come  il santuario della SS. Trinità di Vallepietra addossato alla parete rocciosa del Colle della Tagliata sul monte Autore nell’alto Lazio a circa 1300  metri di altitudine.

L’esperienza religiosa del pellegrinaggio a piedi verso questo Santuario, presente fin da tempi remoti, persiste tenacemente. Alla vigilia della festa di Pentecoste infatti, decine di migliaia di fedeli si incamminano dai paesi di provenienza dal versante ciociaro, da quello sublacense, da quello abruzzese per raggiungere il Santuario per chiedere «la grazia» pregando di fronte all’icona della Santissima Trinità, senza temere fatica e difficoltà di ogni genere, affrontando anche giorni di cammino, notti all’aperto,  talvolta a piedi nudi.

L’icona della Santissima Trinità, oggetto di questa enorme venerazione, si trova in una grotta nel Santuario, è un affresco di 2,10 m di altezza per 1,60 m di lunghezza e riporta alla base l’iscrizione latina «In Tribus his Dominum Personis credimus» («In queste Tre Persone crediamo il Signore»). Realizzato circa nell’ XII secolo in stile bizantineggiante, raffigura le Tre Persone Divine in un modo piuttosto inusuale: Padre, Figlio e Spirito Santo sono quasi identici, benedicono alla maniera greca, unendo il pollice all’anulare con la mano destra, mentre la sinistra mostra un libro aperto sulle ginocchia.

La forza di questo affresco, molto rimaneggiato e molto deteriorato, è nello sguardo delle Tre persone della Trinità, caratterizzato da occhi grandi e dallo sguardo fisso.

la Bellezza che esprime non è effimera o leziosa, questa Trinità non ha nulla di grazioso, la sua forza è imperativa, solida, ieratica, e il suo messaggio senza fronzoli è fortissimo e sembra valicare i limiti della forma per diventare mistico, soprannaturale, tanto da suscitare un vigoroso sentimento di deferenza, di ossequio, di devozione, di rispetto.

Uscendo dal Santuario, ancora suggestionati dallo sguardo (o dagli sguardi) della Trinità, sul terrazzamento ci si trova avvolti poi in un panorama di massima bellezza, e lo sguardo si perde su una vallata spettacolare e affascinante dei monti Simbruini.

Questo universo di vastità e misticismo compenetra e avvolge tutto e tutti e la dimensione del quotidiano sembra dissolta in una realtà più alta, pregna del contatto con Dio.

Il viaggio per arrivare fin qua sembra essere stato un cammino di espiazione, quasi catartico, per sentirsi degni di tanta immensità, consolati e protetti dalla Maestà e Onnipotenza di Dio.

 

 

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1 commento su “Il pellegrinaggio verso la Santissima Trinità del Santuario di Vallepietra”

  1. A.M. Grazie, cara BARBARA, per quanto hai pubblicato,
    Al di là delle notizie – assai interessanti – trasmesse, sei riuscita a far rivivere momenti di fede che si stanno purtroppo , sempre più trascurando.

    Che Il Signore te ne renda merito ! ( e … complimenti davvero ! )

    Carlo D.Agosto

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