Il portale in una chiesa indica il passaggio dal mondo profano al mondo sacro.  L’importanza di questo transito, dalla grande valenza simbolica, veniva sottolineata, soprattutto nell’architettura romanica e gotica, dalla ricchezza e dalla maestosità.

L’ingresso in chiesa doveva essere, e in alcuni casi lo è tuttora, un’esperienza di reale e tangibile impatto emotivo, tale da coinvolgere totalmente il fedele: il portale è Gesù, porta del gregge (Gv 10,7) e deve introdurre all’interno con la soggezione che si prova verso qualcosa che sovrasta, che è Altro, che è Alto.

Il grande portale della cattedrale di Santa Maria Assunta ad Altamura, ne è un magnifico esempio: ferma, attrae, istruisce, affascina, meraviglia.

Non si tratta solo di una catechesi espressa con le opere d’arte o nelle soluzioni architettoniche, ma della volontà di quegli architetti e artisti medievali di disporre il cuore al bello, a quel bello che apre il cuore all’incontro con Dio.

Quando si arriva al cospetto della cattedrale, infatti, il sentimento che pervade è un abbagliante stupore per la facciata bianca di luce e il portale di un caleidoscopico chiaroscuro.

Ma, oggi come allora, è improbabile che, salendo la scalinata ci si soffermi davanti al portale il tempo necessario per riconoscere e riflettere sulle decorazioni o sulle 22 scene evangeliche in miniatura che raccontano la missione di Cristo: dall’annunciazione alla Pentecoste; o sulla lunetta con la scena della Vergine in trono con il Bambino divino; o nella predella sottostante con l’ultima Cena di Cristo. All’interno di questi archi c’è un profluvio di figure, tralci, ornamenti dove nulla è lezioso, né manierato, piuttosto è un potente ed energico groviglio dal forte, e non immediatamente comprensibile, impatto.

Noi, quasi fosse per contagio, ci passiamo attraverso sentendoci arricchiti, rispettosi, riverenti. In quella porta c’è effigiato e si attraversa il mondo (persino Cristo ancora nel mondo) per entrare nella Casa di Dio.

Il portale della Cattedrale di Altamura è databile grazie ai due stemmi che si trovano al centro del timpano, intorno alla seconda metà del XIV secolo, ma la fondazione della chiesa per opera di Federico II di Svevia è della prima metà del XIII secolo.

L’originale stile architettonico romanico-pugliese (da alcuni classificato “federiciano”) in seguito è stato, come sempre accade, arricchito o incrementato da elementi architettonici delle epoche successive, persino i leoni che sorreggono le colonne del protiro sporgente sono di circa un secolo dopo, ma la sua bellezza risulta ancora armoniosa e congrua.

Il portale di Altamura sembra non aver perso nulla nei secoli della sua potenza espressiva che ha tutta l’energia e la forza dei più famosi portali romanici gotici del nord Europa e il respiro e la luce del sud d’Italia.

 

 

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