La vita perde, se si perde la fede

Mauro Faverzani – Corrispondenza Romana

Merita una riflessione la dura condanna espressa lo scorso 11 novembre dall’Europarlamento contro la sentenza con cui la Corte Costituzionale polacca un anno fa vietò l’aborto in caso di malformazioni fetali, limitandolo ai casi di stupro, incesto e grave rischio per la salute della madre.

Innanzi tutto, val la pena partire dai dati. Ed i dati parlano di 300 bambini salvati in un anno in Polonia, grazie a questo verdetto, dalla morte certa loro altrimenti inflitta dall’aborto. All’Europarlamento dispiace forse che questi piccoli, futuri cittadini europei, siano vivi? Altra valutazione: la sentenza a morte per questi bimbi sarebbe stata pronunciata solo in quanto malformati. Ma la Corte Costituzionale polacca ha stabilito ch’essi hanno i medesimi diritti di tutti gli altri, compreso quindi il diritto di nascere, il diritto alla vita. All’Europarlamento dispiace forse che non si applichino discriminazioni eugenetiche? Continua a leggere

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Il cardinale Zen accusa il Prefetto del Culto divino di mentire sul Summorum pontificum

Chiesa e postconcilio
L’arcivescovo emerito di Hong Kong, il cardinale Joseph Zen, è entrato nella polemica creata dal collega Arthur Roche, prefetto per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, intorno alle intenzioni di Benedetto XVI in occasione della celebrazione della messa tradizionale. Lo ha fatto tramite il suo account Twitter, dal quale accusa Roche di mentire.
Prima c’è stata la lettera indirizzata da Roche in risposta al Primate d’Inghilterra e Galles [qui – qui], poi le dichiarazioni a TVSvizzera, con cui descrive il Summorum pontificum di Benedetto XVI come un “esperimento” [qui]. Sta di fatto che il responsabile della liturgia della Curia romana continua a parlare in relazione alla sua peculiare interpretazione della Traditionis custodes e, soprattutto, sui presunti motivi che hanno spinto papa Benedetto XVI a promulgare quattordici anni fa il motu proprio ora abolito, Summorum pontificumContinua a leggere

 

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Le anime del Purgatorio e la nostra speranza

Analisi e commenti di Roberto de Mattei per il podcast di Radioromalibera.org

Roberto de Mattei – Radio Roma Libera

Il mese di novembre ci ricorda un’importante verità della nostra fede: l’esistenza del purgatorio. Il purgatorio è il luogo in cui si trovano le anime dei giusti che sono morti senza avere completamente espiato sulla terra le pene dovute ai loro peccati e non possono perciò essere ammesse immediatamente al Trono di Dio. Nulla di macchiato può entrare infatti in Cielo: occorre una purificazione che tolga ogni ostacolo alla visione beatifica della Santissima Trinità.

La pena principale delle anime del purgatorio è il ritardo per loro di quella beatitudine eterna di cui godono i santi nel Cielo. Per capire questa sofferenza bisogna considerare che le anime del purgatorio comprendono molto più chiaramente di noi il valore senza misura della visione beatifica e provano una fame insaziabile di Dio che gli uomini non provano sulla terra. A questa sofferenza spirituale si aggiunge la consapevolezza di aver mancato per propria colpa all’incontro con Dio e poiché l’anima non ha abbastanza cercato Dio, ora egli si nasconde alla loro vista (P. Réginald Garrigou-Lagrange, La vita eterna e la profondità dell’anima, tr. it. Fede e Cultura 2018, p. 199).  Continua a leggere

 

 

 

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