Il primo di gennaio 2022 sarà trasmesso in streaming sulla rete HBO Max Harry Potter 20th Anniversary: Return to Hogwarts. L’evento prevede il ritrovo di quasi tutti i membri del cast del primo film della saga cinematografica incentrata sul mago Harry Potter, ovvero Harry Potter e la pietra filosofale.

 

 

Il film tratto dall’ omonimo libro di J.K. Rowling uscì negli Stati Uniti il 16 Novembre 2001, mentre in Italia nel dicembre dello stesso anno, ottenendo da subito un successo enorme sia come pubblico che come critica cinematografica.

Oggi, però, per lo speciale dei vent’anni dell’uscita dell’opera, la «cancel culture» occidentale che sta dominando la cultura, anche di massa, ha colpito la stessa autrice del libro di Harry Potter uscito nel 1997.

La Rowling da poco più due anni è sotto pesante attacco per le sue posizioni ritenute transfobiche dai media, ma soprattutto dalla community che ruota intorno al mondo del mago con gli occhiali e la cicatrice sulla tempia.

Il mondo da lei creato le si è ritorto contro con una violenza e una cattiveria rari per personaggi di tale successo quali l’autrice di una delle saghe di libri che hanno maggiormente venduto in tutto il mondo e in tutta la storia.

Le critiche apportate alla Rowling seguono un’onda cominciata nel settembre 2018, per la sua adesione alla posizione di Maya Forstarter, donna ricercatrice britannica licenziata per aver preso posizioni contro il Governo inglese a seguito della possibilità data ai cittadini di dichiararsi uomo o donna a seconda della loro scelta momentanea e poter cambiare la stessa nel corso della loro vita.

Joanne Rowling decise di aderire alla campagna fatta in tutela del diritto di espressione e dell’ingiusto licenziamento della Forstarter. La sua posizione sull’esistenza biologica di due soli sessi, maschio e femmina, non ha ceduto e permane ancora oggi.

Tutta la comunità che compone l’immenso bacino di Harry Potter è insorta contro l’autrice definendola transfobica nemica dei diritti civili e alcuni utenti sul web la accusarono di essere anche contro la comunità Lgbtq+ e razzista.

Ciò ha portato Warner Bros a boicottare l’autrice del libro, nonché ispiratrice dell’universo commerciale di Harry Potter, da un anniversario particolarmente importante per la saga. Non basta tutto il cast, tra cui i principali tre attori Daniel Radcliffe, Rupert Grint, Emma Watson e il regista dei primi due film, Chris Columbus, hanno preso posizioni di forte critica e assoluto distanziamento dalla romanziera scozzese.

Centrale per capire questo rovesciamento totale dei vertici per cui l’ideatore di un pianeta fantasioso viene scacciato da ciò che ha creato è la distopia folle e distruttiva apportata da ciò che nel corso degli anni si è costruito nella galassia Harry Potter.

Internet ha giocato un ruolo chiave in tutto questo, riunendo già dai primi anni Duemila circoli di appassionati delle opere della Rowling, i quali discutevano sui libri, sui protagonisti e personaggi, coltivando la loro passione per questi libri e successivamente per i film che venivano prodotti e realizzati. La Rowling vide il successo di queste aggregazioni e cercò di sfruttarlo per incrementare la sua visibilità e quella delle sue opere. Tuttavia non si rese conto che ciò l’avrebbe portata alla distruzione prima delle sue opere e poi della sua immagine.

La community prese talmente forza sull’autrice inglese da modificare il contenuto delle opere stesse prima ancora che esse venissero pubblicate, come nel caso del libro Harry Potter e i doni della morte (2007), dove l’omosessualità di Albus Silente viene affermata solo a voce dall’autrice, che ben sapeva cosa da anni veniva detto e scritto sul suo personaggio dai suoi stessi fans, ma ella li assecondava oralmente per compiacere e vezzeggiare parte del suo vasto pubblico.

Occorre ancora soffermarsi sull’influenza che il mostruoso mondo parallelo, sfuggito al controllo della Rowling, ha generato e sviluppato. Le community si sono sbizzarrite a raccontare storie prendendo personaggi del mondo di Harry Potter stravolgendo completamente le vicende e le caratteristiche degli stessi, storpiando il contenuto dei libri e ciò che li circonda. Questa pratica ormai fortemente consolidata sul web, e non solo, prende il nome di Fan fiction ossia storie parallele scritte dagli appassionati dei libri e dei film, venendo a creare un surplus fagocitante e generale di “variazioni sul tema”.

 

La facciata del Palace Theatre in occasione dello spettacolo Harry Potter e il bambino maledetto, borgo Westminster, Londra

 

Il problema è che questo strumento ha permesso al mondo della liquidità sessuale di sfruttare a proprio vantaggio tale strumento stravolgendo opere e personaggi per renderli inclusivi di qualunque minoranza siano esse di carattere sessuale, razziale, di specie e molto altro.

Oggi accade spesso che bambini e adolescenti leggano maggiormente testi di Fan fiction piuttosto che libri veri e propri, perdendo il significato che sta alla base dell’opera stessa, ma cosa ancora più grave essi vengono influenzati da tematiche divisive e spesso volutamente devianti non pertinenti alla loro età e pertanto subiscono una confusione assoluta dei rapporti umani e familiari già in tenera età.

La Rowling non si è mai dichiaratamente opposta a tutto ciò, anzi lo ha favorito, cercando di sfruttarlo a proprio vantaggio, ma oggi l’ideologia ha superato il prestigio e il successo, relegando chi non è conforme alla moda del momento ad un angolo, in cui oggi si cerca di porre la scrittrice di Harry Potter.

La rivoluzione divora i suoi figli.

 

 

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