Editoriale “Radicati nella fede” – Anno II n° 5 – Maggio 2009

 

Carissimi,

cerchiamo con fedeltà di raggiungervi ogni mese, per rinsaldare anche attraverso questo foglio di collegamento il legame che il Signore ha suscitato tra noi. E’ nato tutto dall’amore alla Messa Tradizionale, che con la grazia del Motu Proprio Summorum Pontificum abbiamo iniziato a celebrare e seguire.

Questo foglio è cosa modesta, ma nella sua semplicità vuole muoversi nella direzione giusta: cogliere le implicazioni dogmatiche, ascetiche, spirituali, morali attorno alla Messa nell’antico rito.

Non è per motivi sentimentali che sacerdoti e fedeli hanno colto la grazia di questa svolta nella Chiesa. Non è certamente per motivi diplomatici o politici che il Papa ha liberalizzato la Messa antica; lo ha fatto per custodire meglio la fede cattolica.

Troverete, in questo numero, un brano del libro “La riforma liturgica inglese” di Dawies che, con la sua solita chiarezza, spiega come attaccando la Messa, il protestantesimo abbia attaccato il sacerdozio cattolico. Leggendo questo brano siamo tutti invitati a pregare perché il Signore conceda molte e sante vocazioni sacerdotali, indispensabili perché la Chiesa viva e le anime si salvino.

Proprio in questi giorni giungeva ai sacerdoti della diocesi di Novara il foglio periodico della “Pro Sacerdotio Christi” che riporta la situazione drammatica della presenza dei sacerdoti anche nella nostra terra.

NOVARA DIOCESI IN… NUMERI!

Sacerdoti diocesani:

1929: 615

1939: 558

1999: 403

2009: 337

In 80 anni siamo al 54,79% sul 1929!

E come età oggi i sacerdoti:

con più di 80 anni sono 69 (20,47%)

con più di 70 anni sono 131 (38,87%)

con meno di 50 anni sono 88 (26,11%)

Ogni anno ci sono mediamente 4 nuovi sacerdoti. I morti sono una decina all’anno di cui la metà sotto gli 80 anni. La diminuzione per l’avvenire sarà costante (…) (Pro Sacerdotio Christi, 3/2009, p. 2)

Non vi nascondiamo che anche noi abbiamo sentito sconforto leggendo questi numeri, ma occorre essere realisti. Cosa succede nella Chiesa? Cosa dobbiamo fare? Intere vallate non hanno già più la presenza stabile di un prete! Con tutta umiltà siamo convinti che il ritorno alla Tradizione, vissuta con spiritualità profonda e non solo sbandierata, porterà grazie di nuove vocazioni.

Un cristianesimo che di fatto si è reso sempre più vicino al protestantesimo non ha più capito chi è il prete e ha portato con sé questa crisi sacerdotale così profonda.

Vogliamo concludere con le stesse parole degli amici della Pro Sacerdotio: «Siamo realisti! Preghiamo: donaci santi e necessari sacerdoti!».

 

 

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