Il 6 febbraio 1952, alla morte del padre, Re Giorgio VI (1895-1952), Elizabeth Alexandra Mary Windsor, all’età di 25 anni, diviene Regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e degli altri Regni del Commonwealth, col titolo di Elisabetta II, anche se sarà formalmente incoronata solo il 2 giugno 1953 nell’Abbazia di Westminster.

Oggi la Regina Elisabetta è al quarto posto nella classifica dei sovrani di tutta la storia planetaria in ordine di longevità sul trono, precisando che coloro che la precedono sono già morti: Luigi XIV di Borbone (1638-1715), Re di Francia per 72 anni e 110 giorni; Bhumibol Adulyadej (1927-2016), re di Thailandia per 70 anni e 126 giorni; Giovanni II (1840-1929), principe regnante del Liechtenstein per 70 anni e 91 giorni.

Il suo regno si caratterizza per attraversare il periodo che vede la Gran Bretagna passare da potenza imperiale a Paese di sempre più limitata importanza internazionale. Le due Guerre Mondiali hanno posto fine all’Impero britannico, ma non alla sua aspirazione a conservarsi tale; il danno maggiore che i due conflitti, formalmente vinti, hanno arrecato alla potenza inglese è stato di natura demografica e, conseguentemente, economica e politica: il declino, cominciato nella seconda metà del XIX secolo, non è stato più mascherabile dopo le due guerre mondiali.

L’Impero dava segni di crisi già dalla fine dell’Ottocento, perché gli inglesi non avevano una classe dirigente sufficientemente numerosa per poter governare con efficienza sia la Madrepatria che le Colonie, con il risultato che a patire di più sono stati il territorio metropolitano e persino le forze armate, come le guerra anglo-boere (1880-1881 e 1899-1902) hanno dimostrato: due piccole Repubbliche sudafricane hanno prima battuto e, poi, costretto ad un impegno logorantissimo il grande Impero di Sua Maestà. La lezione non fu compresa e Londra si impegnò in due guerre mondiali per fermare l’ascesa tedesca in Europa: l’immolazione della migliore gioventù britannica sui campi di battaglia ha arrecato danni incalcolabili alla capacità di far fronte alle esigenze militari che l’Impero comporta, regalando, di fatto, agli Usa il ruolo di potenza egemone sui mari.

Sul fronte economico, la situazione si è dimostrata analoga: la mancanza di capacità di produrre ricchezza reale, mascherata con il grande ruolo finanziario di Londra, alla lunga ha fatto perdere alla capitale britannica anche il suo ruolo di polmone finanziario del mondo, ancora una volta a vantaggio degli Usa; anche qui il ruolo della demografia è stato determinante.

Elisabetta si è trovata a regnare quando tutto questo si era già compiuto e l’unica cosa che rimaneva era il prestigio internazionale ed interno, ovvero il tradizionale orgoglio britannico. Ella ha interpretato il suo ruolo molto bene, cercando di difendere (enfatizzare non era più possibile) il prestigio. La sua stella polare è sempre stata il decoro della Monarchia. Questo suo ruolo è stato ed è interpretato al meglio, anche perché non è stata e non è supportata dalla Famiglia reale, che in molti suoi membri non si è dimostrata all’altezza; nonostante ciò ed a dispetto degli incidenti di percorso (Lady Diana prima ed il nipote Harry, con la sua consorte, poi) e i diversi scandali a corte, ha salvato e sta salvando la Monarchia e, con essa, ciò che resta dell’Inghilterra che fu. Gli inglesi possono dire «lunga vita alla Regina», ma dopo di lei…

 

Giubileo di Platino della Regina Elisabetta II: 70 anni di regno, iniziato il 6 febbraio 1952 quando morì suo padre, re Giorgio VI, cui succedette la primogenita allora 25enne

 

 

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