I cattolici avrebbero mai pensato ad un Papa immortalato sulla copertina di «Vanity Fair»?

Oggi accade anche questo. Il settimanale di moda, bellezza lifestyle questa settimana, infatti, esce con il volto sorridente di Bergoglio per dare un «messaggio di speranza» per il 2021 e nel contempo viene proposto l’invito del Pontefice, che negli atti ufficiali non si fa più chiamare Vicario di Cristo (come dimostra di non esserlo), a sentirsi «tutti sulla stessa barca, dobbiamo diventare una grande famiglia umana», invito presente nella sua ultima enciclica «Fratelli tutti», che in un discorso alla Catholic Identity Conference del 24 ottobre 2020 l’arcivescovo Carlo Maria Viganò l’ha definito un «Manifesto massonico», citando come prova inconfutabile l’entusiastica accoglienza e il forte apprezzamento che le sono stati fatti dalla Gran Loggia di Spagna e dal Grande Oriente d’Italia.

Ha scritto lo stesso papa Francesco nel documento:

«Le questioni legate alla fraternità e all’amicizia sociale sono sempre state tra le mie preoccupazioni. Negli ultimi anni ho fatto riferimento ad esse più volte e in diversi luoghi. Ho voluto raccogliere in questa Enciclica molti di tali interventi collocandoli in un contesto più ampio di riflessione. Inoltre, se nella redazione della Laudato si’ ho avuto una fonte di ispirazione nel mio fratello Bartolomeo, il Patriarca ortodosso che ha proposto con molta forza la cura del creato, in questo caso mi sono sentito stimolato in modo speciale dal Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb, con il quale mi sono incontrato ad Abu Dhabi per ricordare che Dio «ha creato tutti gli esseri umani uguali nei diritti, nei doveri e nella dignità, e li ha chiamati a convivere come fratelli tra di loro».[5] Non si è trattato di un mero atto diplomatico, bensì di una riflessione compiuta nel dialogo e di un impegno congiunto. Questa Enciclica raccoglie e sviluppa grandi temi esposti in quel Documento che abbiamo firmato insieme» (§ 5).

Insegnamenti, parole, regole molto distanti dai passi di Gesù Cristo.

«Desidero tanto che, in questo tempo che ci è dato di vivere, riconoscendo la dignità di ogni persona umana, possiamo far rinascere tra tutti un’aspirazione mondiale alla fraternità. Tra tutti: «Ecco un bellissimo segreto per sognare e rendere la nostra vita una bella avventura. Nessuno può affrontare la vita in modo isolato […]. C’è bisogno di una comunità che ci sostenga, che ci aiuti e nella quale ci aiutiamo a vicenda a guardare avanti. Com’è importante sognare insieme! […] Da soli si rischia di avere dei miraggi, per cui vedi quello che non c’è; i sogni si costruiscono insieme». Sogniamo come un’unica umanità, come viandanti fatti della stessa carne umana, come figli di questa stessa terra che ospita tutti noi, ciascuno con la ricchezza della sua fede o delle sue convinzioni, ciascuno con la propria voce, tutti fratelli!» (§ 8).

Tali principi non possono che essere perfettamente in linea con i parametri dettati dalla propaganda politica dell’establishment occidentale contemporanea, che rigetta i principi cristiani, i valori della vita, a cominciare dal suo sorgere per arrivare fino ad un naturale tramonto, i valori della famiglia e l’amore per la propria patria, là dove il Signore ci ha chiamato a vivere, senza fomentare emigrazioni di massa. Ecco che, a fronte del pensiero bergogliano, basato sulla teologia della liberazione, sull’ecumenismo e la volontà interreligiosa, che ripudia la fede cattolica avente in custodia il tesoro dell’unica Salvezza per gli uomini, portata in terra da Gesù Cristo – unica Via, unica Verità, unica vita – «Vanity Fair» abbraccia Jorge Bergoglio e lo rende testimonial ufficiale della fratellanza universale d’ispirazione massonica.

Vanitas vanitatum et omnia vanitas

L’immagine del Papa su una testata che s’intitola «La Fiera della vanità» è un problema. Quando il mondo, in questo caso «Vanity Fair», riconosce i suoi simili e li promuove è una questione filosofica e teologia assai preoccupante… Il Pontefice attuale è testimonial  ed influencer del mondo ed è evidente che autopromuove la sua figura negli ambienti anticattolici per cercare consensi, ben conscio che sta perdendo sempre più quelli di chi è ancora credente. La Chiesa conciliare che voleva aprirsi al mondo, si è completamente venduta al mondo ed essa è destinata all’autoannientamento, come si può evincere dall’incalzante malcontento di sempre più ampi settori cattolici, dal crescente calo delle vocazioni e dalla chiusura dei seminari.

Il Papa, oggi stesso, alle ore 20:40 si renderà influencer della campagna vaccinale e dell’ideologia laica della fratellanza universale, interconnessa all’ambientalismo. Vestendo i panni di un qualsiasi politico dell’area a lui più congeniale che ha come rappresentanti più in vista la presidente dell’Unione Europea Ursula von der Leyen e il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il Pontefice, colui che è chiamato a custodire la dottrina della Chiesa, a trasmetterla nella sua integrità, a nutrire, quindi, le anime attraverso la sua testimonianza di fede e il suo magistero improntato sui principi che hanno permesso di attiva viva la Chiesa di Cristo per duemila anni, indicando la strada della Salvezza per ciascuna anima, andrà in onda in esclusiva mondiale l’intervista del giornalista Fabio Marhese Ragona nella residenza di Santa Marta in Vaticano. la pandemia, il vaccino, i disordini negli Stati Uniti, l’aborto, la politica e com’è cambiata la sua vita a causa del virus. «Io credo che eticamente tutti debbano prendere il vaccino», ha detto il Papa, «è un’opzione etica, perché tu ti giochi la salute, la vita, ma ti giochi anche la vita di altri» e poi «La settimana prossima inizieremo a farlo qui, in Vaticano, ed io mi sono prenotato. Si deve fare». E un vaccino antipandemico contro gli errori del mondo, il cui suo principe, come ogni buon cattolico sa, è il demonio, quando si farà? Quando il Pontefice metterà in pratica ciò che ha dichiarato Nostro Signore?

«Io ho dato a loro la tua parola e il mondo li ha odiati perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu mi hai mandato nel mondo, anch’io li ho mandati nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità» (Gv 17, 14-18).

La vita è una cosa molto seria, perché è eterna e il Buon Pastore non permette di scherzare a lungo con le anime…

 

 Vanitas (1671) di Philippe de Champaigne (1602-1674) 

 

 

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