Daniele Crespi, Digiuno di san Carlo Borromeo, olio su tela, 190 x 265 cm, 1628-1629, chiesa di Santa Maria della Passione di Milano

 

L’opera fu realizzata fra il 1628 e il 1629. Il santo è rappresentato di profilo in veste cardinalizia, mentre si nutre a pane ed acqua e, nello stesso tempo, legge un libro su di un povero tavolo, simboleggiando così, oltre al digiuno anche alla sua umiltà di vita. Di fronte si trovano la berretta cardinalizia e un Crocifisso, mentre sullo sfondo, al buio, s’intravedono due personaggi in abbigliamento spagnolo, che osservano la scena, essi sono testimoni delle sue privazioni. Raccoglimenti e misticità sono le protagoniste del ritratto agiografico borromeano. Il quadro risulta essere uno dei migliori lavori del pittore lombardo.

La scritta latina, intagliata sul bordo del tavolo, recita:

«Sic lachrima et panes mihi fuerunt die ac nocte / sic poculum cum fletu miscebam / et in divini verbi lectione ac meditatione / ut adipe et pinguedine anima repletur». (Danilo Zardin, Carlo Borromeo e la cultura religiosa della Controriforma, in Schweizerische Zeitschrift für religions – und kulturgeschichte, 1, vol. 113, 2 novembre 2009, pp. 42-44).

 

 

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