L’ira di Sgarbi sulla mostra di Oropa: “Violata la sacralità del Santuario”

Daniele Pasquarelli – La Stampa

Il critico d’arte, biellese d’adozione: “Una bruttezza mai vista. E lì non si può fare”.

incipit è dai toni soft, all’insegna dei biellesi vogliamoci bene. «Mia figlia è nata e abita lì. Stimo il sindaco Corradino, conosco bene Pistoletto e un territorio splendido, fatico a polemizzare con una città che adoro». Ma di fronte alle immagini della mostra di Daniele Basso a Oropa, degli articoli di giornale, delle fotografie dell’imponente «Boogyeman» illuminato di rosso a due passi dalla vecchia basilica, Vittorio Sgarbi rinfodera il fioretto e impugna la sciabola: «Quella roba è di una bruttezza mai vista. E quello che è peggio, è stata violata la sacralità di un luogo sacro». Continua a leggere

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In memoria di un principe cattolico: S.A.I.R. Dom Luiz d’Orleans e Bragança (1938-2022)

Dom Luiz d’Orleans e Bragança

Roberto de Mattei – Corrispondenza Romana

E’ raro oggi incontrare principi autenticamente cattolici e quando uno di essi viene a mancare è doveroso onorarne la memoria. Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente dom Luiz d’Orleans e Bragança, il Capo della Casa Imperiale basiliana scomparso il 15 luglio a 84 anni di età e mi è caro rendere omaggio alla sua figura, in un’epoca in cui abbiamo un estremo bisogno di uomini che incarnino princìpi. Dom Luiz era uno di questi: incarnava nelle sue parole, nelle sue azioni, ma soprattutto nel suo modo di essere, il principio monarchico della società.

Oggi la società si sta disfacendo anche perché il principio di autorità e di gerarchia su cui si fondava la cristianità è stato sostituito da quello dell’anarchia e del caos. E questa la ragione che spinse il prof. Plinio Corrêa de Oliveira a pubblicare nel 1993 il libro Nobiltà ed élites tradizionali analoghe nelle allocuzioni di Pio XII al Patriziato e alla Nobiltà romana con la prefazione del principe Luiz de Orléans e Braganza. L’idea di fondo era di mostrare il ruolo indispensabile della nobiltà e, più in generale, delle autentiche élites morali, culturali e sociali, nella crisi del nostro tempo. Continua a leggere

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“Che fate? È il diavolo…”. Suora irrompe sul set e divide un bacio gay

"Che fate? È il diavolo...". Suora irrompe sul set e divide un bacio gay

Francesca Galici – il Giornale.it

È polemica per le immagini di un’anziana suora che, vedendo due ragazze baciarsi sul set, è corsa a separarle facendosi il segno della croce

È diventato rapidamente virale il video condiviso sui social da Serena De Ferrari, attrice al momento sulla cresta dell’onda per aver preso parte alle serie tv Netflix Mare fuori. La giovane artista era impegnata insieme a Kyshan Wilson, anche lei attrice della serie, in uno shooting fotografico a Napoli quando un’anziana suora ha improvvisamente fatto irruzione all’interno del set per separare le due ragazze che, come da copione, si stavano scambiando un bacio.

Che fate? Che fate? È il diavolo! Gesù, Giuseppe, Sant’Anna e Maria“, dice la suora, terrorizzata davanti a quella che ai suoi occhi è apparsa come una rappresentazione demoniaca, prima di farsi il segno della croce. Continua a leggere

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Avvenire, quella pubblicità “di troppo”…

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Mauro Faverzani – Corrispondenza Romana

A dir poco stupisce la manchette, che da alcuni giorni campeggia alla destra ed alla sinistra della testata del quotidiano Avvenire, il giornale della Conferenza episcopale italiana: reclamizza l’Arci ed il suo 5×1000. Non il 5×1000, dunque, della Caritas o di qualsiasi altra sigla o realtà cattolica, bensì quello di un’organizzazione dichiaratamente di Sinistra, fin dalle origini. La stessa organizzazione, che, sul proprio sito, ribadisce, tra l’altro, non solo immigrazionismo spinto ed inclusione indiscriminata, bensì anche il suo sostegno a suicidio assistito ed eutanasia, nonché all’ideologia Lgbt. L’Arci include quella per il «fine vita» tra le «battaglie di diritto» e ritiene urgente «restituire dignità alla morte», richiamando «a responsabilità la politica rispetto ad un’azione legislativa a cui a lungo si è sottratta», ancorandosi «al principio di laicità dello Stato», che «sgombri il campo da derive oscurantiste o da facili strumentalizzazioni».  Continua a leggere

 

 

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