Lascia scritto Renzo Gandolfo:

«Senza miti, senza drapò di raccolta e di battaglia, quale società mai ha fiorito?

I popoli inerti sono destinati a rientrare nel ventre oscuro della storia»

 

È proprio per ricordare e presentare la storia, la letteratura, l’arte e la cultura in genere della Civiltà piemontese e degli Stati sabaudi che è sorta la Ca dë Studi Piemontèis 53 anni fa, per trasmettere il ricco sapere di una tradizione che ha lasciato tracce ovunque. Il Centro Studi Piemontesi, che ha sede a Torino, in via Ottavio Revel 15, ha ora rinnovato il suo sito internet, https://www.studipiemontesi.it/,  rendendolo graficamente migliore e maggiormente fruibile dagli utenti e dai suoi soci, con più veloci opportunità di ricerca, di lettura e di visione.

Il Centro nacque, come ricorda il «Chi siamo», l’11 giugno del 1969 da un gruppo di amici (Gaudenzio Bono, Giuseppe Fulcheri, Dino Gribaudi, Gianrenzo P. Clivio, Amedeo Clivio, Camillo Brero, Alfredo Nicola, Armando Mottura, Giacomo Calleri, Censin Pich, Tavo Burat), riuniti da Renzo Gandolfo (1900-1987), che hanno dato luce al Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis ad una istituzione pluridisciplinare dedicata allo studio della vita e della cultura piemontese in ogni loro manifestazione. La cifra che in qualche modo rende quasi unico nel panorama piemontese (e nazionale) il profilo del Centro Studi Piemontesi è la costante ricerca di equilibrio tra territorio, tradizione, radici, e sguardo internazionale. Locale e globale (senza cedere a provincialismi e/o a esasperati globalismi).

«Rinnovare conservando» è il principio ispiratore che ha governato e governa questa istituzione.

Dal 1972 il Centro Studi Piemontesi pubblica la rivista «Studi Piemontesi»: una rassegna di studi interdisciplinari che riguarda ad ampio raggio il Piemonte e il suo territorio; la sua diffusione è internazionale ed è presente in tutte le più importanti biblioteche del mondo. Gli articoli pubblicati in «Studi Piemontesi» sono indicizzati in «Historical Abstracts», «America: History and Life», «International Medieval Bibliography», e sono tutti digitalizzati dalle Università del Michigan e della California in un progetto in collaborazione con Google. Nel sito sono consultabili “in chiaro” e full text in internet i primi 40 volumi (annate 1972- 1992).

Il Centro Studi valorizza la Civiltà del Piemonte e degli Stati sabaudi nella più ampia accezione disciplinare, culturale, morale, territoriale (guardando anche agli antichi Stati sabaudi) e metodologica. Questa dinamica realtà fa registrare, superati i 50 anni di vita e vitalità, un crescendo di attività, di progetti e realizzazioni con il coinvolgimento di svariati enti e di risorse umane preparate, appassionate e operose. Studi multidisciplinari e interdisciplinari, oggi proposti con metodi e strumenti multimediali, permettono al Centro Studi di raggiungere un sempre più vasto pubblico.

Valorizzare le proprie radici, nella più ampia accezione disciplinare, culturale, territoriale, spirituale ed etica significa dare un’anima identitaria e feconda, arricchendo il patrimonio e sapere umano.

Qui sotto il video – a cura del Direttore, Albina Malerba e del Vice Direttore, Gustavo Mola di Nomaglio – che venne realizzato per celebrare i 50 anni di fondazione del Centro Studi Piemontesi, il cui Presidente oggi è Giuseppe Pichetto

11 giugno 1969 – 11 giugno 2019

 

 

 

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