Egregio Direttore,

gradirei conoscere la Sua opinione e, più in generale, la posizione della Sua rivista on-line a riguardo del presepe di Piazza San Pietro, che tanto scandalo ha suscitato in non pochi fedeli più semplici; quale dovrebbe essere il ruolo dell’arte sacra?

Ringraziando anticipatamente per la risposta, porgo rispettosi saluti.

Aristide Del Campo

———————

Egregio Signor Del Campo,

il tema che Ella pone è molto meno circoscritto di quanto possa apparire a prima vista. Il presepe di cui parla non è semplicemente brutto, ma è scientemente blasfemo ed ontologicamente eretico. Non tutta l’arte sacra è bella e riuscita, ma, prima del Concilio Ecumenico Vaticano II, avrebbe, almeno, voluto essere arte ed avrebbe desiderato essere sacra.

L’arte viene tradizionalmente definita come «l’attività umana che ha per oggetto il bello è per strumento la fantasia». La bellezza, con buona pace dei relativisti e dei soggettivisti di ogni epoca, non «sta negli occhi di chi guarda», come reciterebbe una popolare frase attribuita a Confucio (551-479 a.C.), ma è la rappresentazione del vero metafisico; questo significa che il bello eleva la dimensione spirituale dell’uomo, come il brutto la deprime; la bellezza, quindi, non ha unicamente una dimensione estetica, ma, attraverso questa, svolge un ruolo spirituale ed etico. Di qui il grande valore sociale che gli artisti hanno ricoperto in ogni civiltà degna di questo nome.

Se, come abbiamo detto, l’arte ha per oggetto il bello e questo non è altro che la concreta rappresentazione della verità metafisica, l’artista non può che essere colui che serve l’arte, avendo come scopo di rappresentare il vero. Quando, invece, il sedicente artista vuole asservire l’arte a sé ed ai propri scopi, l’arte è morta e l’autore di questi manufatti, visivi o sonori che siano, ne è l’assassino. Questa cosiddetta «arte del brutto», teorizzata per primo da Pablo Picasso (1881-1973), purtroppo, è divenuta l’estetica dell’«arte contemporanea». Fino al suddetto Concilio, Santa Madre Chiesa ha sempre respinto queste dottrine e le loro realizzazioni pratiche, ritenendole, giustamente, incompatibili con la Fede cattolica, a maggior ragione se riferite ad argomento sacro.

Con il dominio del Modernismo, le più alte gerarchie ecclesiastiche hanno progressivamente avallato queste deviazioni, giungendo fino al gravissimo limite di farle penetrare nell’arte sacra. Qui esse non rappresentano solo il tradimento della sana estetica e della retta filosofia, ma anche della Fede e della Carità. La funzione della sacra arte è quella di Biblia pauperum (Bibbia dei poveri), vale a dire di aiutare chi la contempla ad elevare la sua anima a Dio e, quindi, a pregare, accrescendo, così, il suo amore verso l’Onnipotente. Tradire questa funzione significa corrompere la Fede, riducendo e contaminando, conseguentemente, la Carità di chi vi si accosta con animo semplice e puro.

Il presepe in questione ha talmente passato il segno da suscitare il giusto sdegno del popolo cristiano, come emerge, tra l’altro, anche dai commenti sulla pagina Facebook «vaticannews.it» (qui), che ha avuto l’ardire di fotografarne alcune “statuette” e di postarne le immagini. Brillante sintesi di quanto intendiamo dire è il commento di Magda Scagliotti «Presepe si potrebbe quasi definire in stile ” pachamama “….orrendo è essere generosi».

Debbo dire che, probabilmente, ha ragione la signora Scagliotti: non ci troviamo di fronte ad un atto eretico, come eufemisticamente scrivevo in apertura, ma ad un vero e proprio atto idolatrico.

RingraziandoLa per l’importante questione sollevata, auguro a Lei, a tutti i lettori ed a tutti gli amici di Europa Cristiana di poter celebrare un Santo Natale.

 

 

Facebook
WhatsApp
Twitter
LinkedIn
Stampa
Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Mettiti in contatto con noi!

Hai delle domande o delle osservazioni da comunicarci?
Ti risponderemo il più rapidamente possibile!

Europa Cristiana

Direttore Carlo Manetti

Iscriviti alla nostra newsletter

Se ci comunichi il tuo indirizzo e-mail, riceverai la newsletter periodica che ti aggiorna sulla nostre attività!

Ogni settimana riceverai i nostri aggiornamenti e non di più.

Torna su